Mailbombing all'hotel dell'evento "sovranista": e CasaPound si ritrova senza una location

L'evento doveva tenersi il 28 novembre in un hotel di Sesto, che però ha rifiutato. La storia

Altaforte edizioni chiama. "Sentinelli" e partigiani rispondono. E alla fine vincono. È bastata un'operazione di mailbombing per convincere il Grand hotel Villa Torretta di Sesto San Giovanni a non concedere spazi a CasaPound e soci, che il 28 novembre avrebbero dovuto tenere un evento proprio nell'albergo. 

L'appuntamento, annunciato in pompa magna, doveva servire per lanciare la campagna abbonamenti al "Primato nazionale" - il giornale edito da Altaforte e molto vicino a Casapound - per fare "una scelta diversa contro la censura, la tua scelta sovranista". Sul palco dovevano intervenire Simone Di Stefano, numero uno di CasaPound, Alessandro Meluzzi e, in collegamento, Diego Fusaro. 

Quando l'Anpi di Sesto San Giovanni ha scoperto che l'evento si sarebbe tenuto a Sesto, ha denunciato l'accaduto su Facebook e ha immediatamente raccolto la solidarietà dei "Sentinelli" di Milano. In un attimo l'hotel è stato tempestato di mail e alla fine, nel giro di poco più di un'ora, è arrivata la marcia indietro con Altaforte - la stessa casa editrice del tanto discusso libro di Salvini - che si è ritrovata senza location. 

"Comunichiamo che la direzione del Grand Hotel Villa Torretta, in seguito alla lettera inviata ieri dall'Anpi, ha verificato chi sono i richiedenti lo spazio per la conferenza del 28/11 p.v. e ha deciso di rifiutarne la concessione - le parole che l'hotel ha affidato alla stessa Anpi -. Pertanto questo evento non si svolgerà nella nostra città e questo era l'obiettivo che intendevamo raggiungere.

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"Le forze democratiche e antifasciste si sono immediatamente mobilitate, preoccupate del fatto che proprio Sesto San Giovanni città Medaglia d’Oro al Valor Militare, venisse regolarmente scelta dalla destra sovranista per l’organizzazione di una iniziativa di marchio fascista - hanno spiegato i partigiani -. Siamo soddisfatti di questa decisione dell'hotel e siamo grati a tutti quelli che si sono attivati per sensibilizzare la città in modo da impedire che questi personaggi con le loro iniziative continuino ad infangare la nostra storia. Dobbiamo - hanno concluso dall'Anpi - sempre vigilare e far sentire più alta la nostra voce".
 

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