L'università Statale occupata abusivamente per la festa di Halloween, il rettore: "Ora basta"

L'ateneo aveva cercato di impedire l'evento con una chiusura anticipata, ma è stato tutto inutile: "Questa sopraffazione non si deve più ripetere". La lettera aperta

A sinistra la festa di Halloween (foto collettivo Dillinger/Fb), a destra i rifiuti dopo la festa (foto Unimi)

Cumuli di bottiglie e bicchieri di plastica sui pavimenti sudici, pozzanghere di alcool e tappeti di mozziconi. Così si presentava il corridoio di via Festa del Perdono dell'Università Statale di Milano dopo la festa di Halloween del 31 ottobre, evento non autorizzato dall'ateneo. I corridoi sono stati ripuliti e la Ca' Granda ha riaperto agli studenti nella mattinata di lunedì 4 novembre, ma il rettore Elio Franzini ha denunciato pubblicamente il fatto con una lettera aperta. Il suo obiettivo è uno solo: porre fine alle feste abusive.

La festa abusiva in Statale

La festa all'interno dell'Università, come si legge sull'evento Facebook, era stata organizzata dal collettivo Dillinger e Lume, laboratorio universitario metropolitano.

"Anche quest'anno, per una notte, l'ateneo è stato attraversato da tantissimi studenti che hanno espresso il bisogno di socialità e spazi comuni che tanto mancano in un'università sempre più trasformata in un esamificio. Il numero di ragazzi dentro e fuori la sede ha mostrato l'attaccamento degli studenti della statale per questo evento che sentono come proprio e di cui hanno rivendicato il diritto, nonostante la chiusura anticipata imposta dalla dirigenza", hanno scritto gli attivisti del  collettivo Dillinger su Facebook.

"Milano è una città che necessita di luoghi di socialità liberi da logiche di mercato e mercificazione, ambiti che possano accomunare i giovani indipendentemente dalle loro possibilità economiche", hanno continuato gli organizzatori su Fb. E il collettivo non ha intenzione di fermarsi con le feste all'interno della sede di via Festa del Perdono: "Lavoreremo per migliorare ulteriormente queste serate, l'università è uno spazio libero, che riteniamo centrale non soltanto come luogo di formazione ma anche di crescita relazionale".

Il rettore aveva cercato di impedire la festa chiudendo l'Università alle 16 di giovedì 31 ottobre, ma ciò non è servito a nulla perché, come spiegato in una nota dell'Unimi, è stata impedita la chiusura del portone al civico 7. La festa di halloween è quindi iniziata alle 22 ed è terminata alle 5 del 1° novembre, "a essa hanno partecipato centinaia di ragazzi, molti dei quali minorenni e in gran parte forse inconsapevoli del contesto di illegalità in cui tale evento è maturato", si legge in una nota dell'Unimi.

La lettera aperta del Rettore

Le immagini che vedete si commentano da sole e sono il risultato dell'ennesima occupazione illegale degli spazi della nostra università, avvenuta giovedì sera in occasione di Halloween.

Queste feste, del tutto abusive, organizzate da gruppi in larga parte esterni all'Ateneo, che chiedono persino una tariffa per l'ingresso, sono state tollerate per molti anni, quasi fossero l'inevitabile prezzo da pagare per risparmiare la nostra comunità da sfregi peggiori.

Sono tuttavia profondamente convinto che ogni atteggiamento di passiva indifferenza o rassegnazione nei confronti di atti di palese illegalità sia sbagliato in assoluto e, ancor più, da parte di un’Università pubblica, che da sempre fa della difesa della legalità e dei diritti uno dei suoi essenziali valori, da trasmettere alle giovani generazioni.

Per tale motivo avevamo deciso una chiusura straordinaria alle ore 16, nella giornata di giovedì. E lo abbiamo fatto avvisando con congruo anticipo gli studenti e il personale che lavora in sede centrale, senza tenerli, come accaduto in passato, in uno stato di passiva soggezione rispetto a quanto stava accadendo. Sono infatti certo che non vi sia base più solida contro ogni forma di sopruso e prepotenza che quella di dimostrare di essere, come siamo, una comunità coesa, fatta di persone che rivendicano con orgoglio il rispetto per il luogo dove studiano e lavorano, per quanto esso rappresenta ma anche per quanto è nello specifico, un complesso monumentale tra i più importanti del paese, un bene pubblico, vulnerabile e prezioso, che abbiamo l'onore di abitare, con tutta la responsabilità che da questo deriva.

Purtroppo ogni misura precauzionale non è bastata.

Dopo le 16, siamo rimasti soli, testimoni di un reato che si compiva senza nulla poter fare, ad assistere alla preparazione dello scempio che vedete e che soltanto per un caso non ha avuto conseguenze peggiori, come quelle che si sono di recente verificate, in contesto del tutto analogo, presso un’altra università italiana.

La difesa pacifica e condivisa con l’intera nostra comunità della legalità è compito arduo al quale non ho intenzione di sottrarmi: richiede tuttavia un'assunzione di responsabilità da parte di tutti, dentro e fuori l'Università, in primis dalle autorità deputate alla nostra sicurezza, alle quali rivolgo un appello a nome di tutto il nostro Ateneo. Il nostro auspicio è che si possa e si debba custodire la sicurezza di questo luogo, di coloro che lo frequentano e di chi abita il quartiere senza essere costretti a scegliere tra due estremi, tra le cariche della polizia e una posizione di pericolosa e assuefatta passività – come se non esistessero altre soluzioni ispirate a una pacifica, ma ferma, assunzione di responsabilità, al rispetto assoluto della legalità, alla difesa dei più elementari diritti della convivenza civile.

Abbiamo deciso di pubblicare le immagini perché tutti siano consapevoli e si impegnino perché questa sopraffazione non si debba ripetere, nel silenzio collettivo della comunità accademica, delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

La posizione degli studenti dell'Unimi

Critiche alla festa, e soprattutto alla sporcizia lasciata all'interno dell'ateneo, sono piovute anche dagli studenti su "Spotted: Umini", pagina che raccoglie gli "avvistamenti" dei ragazzi tra i corridoi dell'Università.

Le critiche sono arrivate sotto una foto che ritrae un giovane con la testa rivolta verso il suolo, molto probabilmente intento a vomitare, la cui didascalia era: "Ciao Tommaso di storia, spero tu ti sia ripreso! Un abbraccio, Mattia".

"Tommà e Mattì hanno contribuito alla merda lasciata all'interno? Se sì, complimenti vivissimi", ha scritto Luca, mentre Alice è stata più diretta: "Tutti si dovrebbero riprendere, tutti quelli che han partecipato. Non dalla sbronza però...".Lapidaria Serena: "Che vergogna".

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