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Sabato, 2 Dicembre 2023
Attualità Stazione Centrale / Piazza Duca d'Aosta

Attivisti in strada con striscioni: "Non si fattura in un pianeta morto"

Extinction Rebellion davanti alla Stazione Centrale per sensibilizzare automobilisti e passanti sull'ultimo resoconto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico

Su un pianeta morto non si fattura. Questa l'evidenza, che i potenti della Terra sembrano ancora ignorare e che gli attivisti di Extinction Rebellion hanno voluto portare sotto gli occhi dei milanesi. Flashmob nel pomeriggio di martedì 12 aprile in piazza Duca d'Aosta angolo via Vittor Pisani, davanti alla Stazione Centrale.

"Abbiamo dato vita a un'azione di disobbedienza civile non violenta - spiegano gli attivisti per l'ambiente e contro il cambiamento climatico - , per sensibilizzare automobilisti e passanti riguardo il contenuto dell'ultimo resoconto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico". Il documento, infatti, è un "codice rosso per l'umanità" che dovrebbe far scattare l'azione immediata per evitare la catastrofe climatica.

I partecipanti all'iniziativa hanno esposto uno striscione allo scattare del semaforo rosso per le auto, senza bloccare il traffico, e hanno distribuito volantini che invitano ad agire per salvare il nostro pianeta. "Ora o mai più", è il commento degli attivisti alla luce del report Ipcc sul cambiamento climatico, nel quale viene messa in luce l'assoluta urgenza di interventi contro il surriscaldamento globale. 

"Per António Guterres, segretario Generale delle Nazioni Unite, questo report è 'una litania di promesse climatiche infrante' - spiega Extinction Rebellion -. Perché le soluzioni esistono, non solo per limitare il riscaldamento globale ma per dirigerci verso un mondo più equo, sano e giusto. Per salvarci, dobbiamo volere e richiedere quel cambiamento radicale".

“Esistono fatti immutabili e incontrovertibili, tra cui le leggi della fisica: se la temperatura aumenta, i ghiacci si sciolgono; in condizioni di siccità ciò che si coltiva muore; gli incendi distruggono le foreste - continuano gli attivisti -. Senza cibo e acqua noi moriamo. Sono tutti fenomeni già reali e questo è solo un assaggio di ciò che ci aspetta. All’orizzonte si profila il collasso ecologico. Infiniti incontri convegni, marce, petizioni, non sono una risposta adeguata a questa situazione. Serve una svolta e l’azione diretta non violenta di massa può portare al cambiamento di cui abbiamo bisogno. Chi lo può fare se non noi cittadini? L’orologio climatico è chiaro: - 3 anni per cambiare rotta ed evitare gli scenari disastrosi verso cui stiamo andando".

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