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Fontana il lombardo: "Troppi parlano. Io servo la mia gente, portate la Lombardia con voi"

Il lombardo "solletica" l'orgoglio dei suoi cittadini e non risparmia qualche stoccata

Un richiamo, forte, all'orgoglio lombardo. Una stoccata, neanche troppo velata, agli "avversari". E poi una promessa per il futuro. Attilio Fontana, presidente di regione, nel giorno della festa della Lombardia - che ricorda la battaglia di Legnano - ha voluto dedicare una lettera a tutti i suoi cittadini per fare i suoi personalissimi auguri, senza dimenticare l'emergenza Coronavirus che da ormai oltre tre mesi ha stravolto la vita di tutti. 

"Oggi, 29 maggio, ricorre la Festa della Lombardia - ha scritto il governatore sul proprio profilo Facebook -. In questa giornata voglio rivolgere un grande grazie a tutti gli abitanti di questa meravigliosa regione, lombardi per nascita o per scelta di vita, per la forza, il coraggio e la dignità che avete dimostrato e continuate a dimostrare nell'affrontare la tragedia che ci ha colpito. Un ringraziamento anche ai sindaci, alle forze dell'ordine, ai volontari e a tutti gli operatori del sistema sanitario che in questa emergenza non si sono mai tirati indietro. Doveva essere una giornata di grande festa, quest'anno, com'è giusto, sarà una giornata di ricordo".

"Servirò la mia gente"

"Lo tsunami che ha travolto la nostra terra ci ha colpito per le nostre più grandi qualità: siamo una grande comunità, sempre in movimento e al lavoro, accoglienti e punto di riferimento internazionale. Il maledetto virus - ha continuato il presidente di regione - ha portato via mamme, papà, fratelli e amici, ha cambiato e segnato indelebilmente la vita di tutti noi e la storia della nostra regione. Troppe persone parlano senza aver capito quale ferita, qui, sia stata inferta. Abbiamo combattuto da lombardi a testa bassa, senza lamentarci, principalmente con le nostre risorse e le nostre forze - ha sottolineato -. Ma abbiamo anche accettato l'aiuto di chi dall'Italia e dall'Estero è venuto a lottare insieme a noi, che non smetteremo mai di ringraziare abbastanza".

Ed ecco quella che sembra in piena regola una piccola stoccata verso chi oggi, tra i suoi colleghi, chiede più cautela nelle riaperture dei confini e che ha ricordato molto da vicino la vecchia lite col governatore della Campania Vincenzo De Luca sui "campani che vengono a curarsi qui". "La Lombardia c'è. Dalla grande metropoli, al paese di montagna alla cittadina della bassa pianura. Accoglieremo - ha continuato Fontana - tutti coloro che avranno bisogno di cure, chi verrà a studiare nelle nostre università, chi vorrà scoprire le nostre bellezze, chi vorrà proporre e investire in una nuova idea nuova e chi cercherà un’occasione di lavoro. Con la Lombardia tutto riparte".

E alla fine la promessa e il richiamo all'orgoglio: "Rinnovo il mio impegno a servire la mia gente che popola questa meravigliosa terra che è molto più di una regione. Rinnovate - ha concluso il governatore - il vostro impegno ad essere lombardi, a portare la Lombardia con voi. A fare ogni giorno più grande la Lombardia. Sempre".

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