Domenica, 21 Luglio 2024
La denuncia

L'area cani in cui si viene "accolti" dai forasacchi: coprono perfino il cartello

Continuano ad arrivare segnalazioni di erba alta e forasacchi non solo dove il Comune di Milano ha previsto lo "sfalcio ridotto", ma anche in passaggi pedonali e aree cani

Potrebbe essere una foto-notizia, di quelle che parlano da sole, senza tanto bisogno di spiegazioni. Un cartello che indica l'inizio di un'area cani semi coperto da forasacchi, le famose e temute spighe molto pericolose proprio per i "pelosi". La fotografia è stata scattata qualche giorno fa a Baggio e certifica che il Comune di Milano ha problemi con la cura del verde.

Era il 13 maggio, dunque un mese fa, quando i consiglieri comunali della Lega consegnavano al sindaco Beppe Sala, nell'aula di Palazzo Marino, un "mazzo" di questi forasacchi, alti anche un metro, per segnalare pubblicamente che, in diverse aree della città, l'erba non era tagliata a dovere. E lo sfalcio ridotto non c'entrava nulla: è una pratica che favorisce la biodiversità, dunque una buona pratica, ma il Comune aveva individuato 54 aree precise, rigorose, per lasciare alta l'erba. Generando pure alcune polemiche nella maggioranza: Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8 ed esponente del Pd, aveva protestato per l'inclusione di tutto il Monte Stella.

Sì allo sfalcio ridotto (cioè all'erba più alta), aveva detto Pelucchi, ma non nei pratoni della "montagnetta di San Siro", frequentati dalle persone e dove sono anche situate alcune sedute. Poi erano arrivate le fotografie di aree cani e passaggi pedonali "invasi" dall'erba alta e dai forasacchi. Panchine letteralmente avvolte. "I cittadini lo interpretano come degrado, non come biodiversità", aveva detto Enrico Fedrighini, consigliere comunale di maggioranza, pubblicando la fotografia di una panchina del Monte Stella (sempre lui) attorniata dall'erba.

La parassitologa della Statale Sara Epis aveva rassicurato (in parte) i proprietari dei cani, spiegando che a Milano città non ci sono segnalazioni di zecche pericolose, come la zecca dei boschi, vettore della malattia di Lyme e della meningoencefalite. E, pur difendendo il principio della biodiversità, aveva comunque commentato che l'erba alta va lasciata in alcuni settori di un'area verde, va controllata per prevenire infestazioni da zecche, va "comunicata" ai cittadini in modo che capiscano le ragioni.

E poi arriva la foto-notizia: si viene "accolti" nell'area cani dai forasacchi alti. Che possono forare i tessuti dei cani e infilarsi in tessuti e apparati causando infezioni e gonfiori, fino ad arrivare (in alcuni casi) alla necessità di interventi chirurgici. Al cittadino comune (magari proprietario di cani) viene più semplice pensare che non se ne può più dell'erba alta, come prevedeva sempre Fedrighini: "Molti cittadini interpreteranno i termini "biodiversità" e "degrado urbano" come due facce della stessa medaglia".

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