Foto con Salvini alla festa del Milan, parla il capo ultrà: "Non ho nessun rapporto con lui"

Luca Lucci spiega la sua posizione sulla foto con Salvini, che mercoledì si è detto pentito

La foto di Lucci con Salvini

Il primo a fare "marcia indietro" era stato Matteo Salvini, ministro dell'Interno, che aveva ammesso: "Se lo avessi saputo, avrei evitato". Poi, poco dopo, è toccato anche a lui, l'altro uomo della foto. 

Luca Lucci, il capo ultrà rossonero che domenica è stato fotografato insieme al leader della Lega durante la festa per i cinquanta anni della Curva Sud, dice la sua e ci tiene a chiarire subito che lui, in fondo, con Salvini ha poco a che fare. 

"La Curva Sud Milano non ha alcun legame con la politica italiana e non sostiene né appoggia alcuna ideologia o partito politico - le parole dell'ultrà -. Io personalmente non ho, né ho mai avuto, alcun rapporto personale con Salvini. La fotografia ritrae l'unico momento di contatto durato pochissimi secondi in una giornata in cui il ministro si è intrattenuto con numerosissimi tifosi ma non con me. Chiunque era presente si è reso conto di come - il j'accuse di Lucci - chi ha immortalato questo brevissimo contatto abbia studiato a tavolino e atteso il momento per far emergere l'unico istante della giornata utile per un attacco politico".

Un attacco che inevitabilmente ha coinvolto anche lui, già finito in passato sui giornali per l'aggressione a Virgilio Motta - il tifoso interista che perse un occhio per le botte in un derby e che si suicidò poco dopo - e per l'arresto a giugno in un'operazione antidroga. "Ho un solo precedente penale per lesioni personali - ci ha tenuto a chiarire il capo ultrà, proprio riferendosi a quell'aggressione del 2009 -. Sono consapevole della mia responsabilità e riconosco l'errore commesso. Ho espiato la mia pena, così come ho risarcito il danno alla parte civile". 

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"Nel mese di luglio 2018 - ha proseguito Lucci - ho concordato la pena di anni 1 mesi 6 per il reato di acquisto di droga leggera. Non ho mai ammesso la mia responsabilità, ma ho fatto una scelta processuale, quella di patteggiare, per ragioni di cui non ritengo di dover fare conto".
 
"Detto questo, invito tutti a non coinvolgermi in polemiche che non mi riguardano. Per me - ha concluso - c'è solo il Milan". 

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