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Milano dice addio a Toto Cutugno: "Persona semplice e accogliente"

Folla ai funerali di Toto Cutugno, morto martedì a 80 anni

Folla nella Basilica dei Santi Nereo e Achilleo in via Argonne a Milano per partecipare ai funerali di Toto Cutugno, il cantante morto martedì all'età di 80 anni. Le esequie non sono state precedute dalla camera ardente, come era già stato annunciato da Danilo Mancuso, amministratore delegato di Dm Produzioni, la società di management che rappresentava il cantautore, così i fan di una vita hanno gremito la chiesa.

Funerali di Toto Cutugno. Foto Alessandro Bremec/LaPresse

Cutugno era ricoverato al San Raffaele di Milano, città in cui viveva da tempo, dopo che le sue condizioni di salute si erano aggravate. In passato lui stesso aveva raccontato di essere stato in cura proprio nell'Irccs milanese per un tumore alla prostata che aveva minacciato anche i reni con metastasi. Una malattia, il cancro, con la quale ha convissuto per lungo tempo.

Il ricordo di Toto: un gentiluomo vero

L'omelia per ricordare Toto Cutugno

Don Gianluigi, parroco della basilica dove Cutugno si era anche sposato nel 1971, nella sua omelia ha ricordato di averlo incontrato più volte in occasione delle benedizioni nelle case prima di Natale. "Ci accoglieva sempre in modo non formale, con tanta umiltà". ha detto don Gianluigi che ha letto anche alcuni messaggi di parrocchiani e vicini di casa rivolti a Toto Cutugno che lo hanno ricordato per la sua gentilezza e umiltà.

"Aveva chiesto, alla fine degli anni Settanta, di venire in chiesa a suonare l’organo e qualche volta lo aveva suonato", ha ricordato ancora il parroco durante l’omelia. "Il suo manager mi ha detto che hanno scritto dalla Russia, dall’Ucraina e da tutto il mondo. Tutto questo ci conferma che Toto ha lasciato un bel segno nel mondo. Ha lasciato un segno della bellezza con le sue composizioni e della bontà con le sue scelte non sempre comprese da tutti". Il parroco ha concluso immaginando Toto Cutugno che al coro degli angeli in Paradiso così si rivolge: "Lasciatemi cantare con la chitarra in mano".

Chi c'era al funerale di Toto Cutugno

Il ricordo degli amici di Toto Cutugno

Corale la commozione che la scomparsa dell'indimenticabile autore e interprete di brani entrati nella storia, uno per tutti "L'Italiano", ha suscitato in coloro che sono cresciuti con le sue canzoni e negli amici e colleghi che lo hanno conosciuto.

"Sono qua perché Toto era una persona speciale". Pupo ha spiegato in questo modo la sua partecipazione al funerale dicendo di non amare le cerimonie funebri solitamente. "Non andrò neanche al mio - ha ironizzato - ma volevo bene a lui come persona". "Sentite? - ha detto indicando la gente comune che cantava fuori dalla chiesa -. Ci sono melodie immortali e non so se fra cinquant'anni si canteranno le melodie dei cantanti di oggi, lo spero".

"Ho grande rispetto per Toto. Ha scritto per tanti artisti e per tanti interpreti internazionali. Gli devo tanto rispetto e tanta amicizia". Così Gianni Morandi uscendo dalla basilica. "Negli ultimi tempi - ricorda Morandi - non l'ho visto molto, ma l'ho frequentato tanto. Lo conoscevo da una vita. Riconosco la sua arte come interprete, ma soprattutto come autore. 'L'Italiano' è una delle canzoni italiane più famose al mondo. E non ha scritto solo quella".

"Una perdita troppo grande per me, sono addolorato", ha detto Pippo Baudo. "Una grande perdita per tutti gli italiani e per chi ama la musica. Sembrava scontroso, invece era chiuso perché era malinconico e non triste", le sue parole. Emozionante il post di Adriano Celentano che ha ricordato la genesi del brano scritta per lui, ma rifiutato: "Nonostante tu l'abbia cantata come l'avrei cantata io, oggi, se la dovessi ricantare la canterei esattamente come l'hai cantata tu".
 

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