Giovedì, 28 Ottobre 2021
Attualità

Gabriele Micalizzi, dalle foto di guerra al premio in Regione Lombardia

Il fotoreporter ferito in Siria a febbraio è il candidato di +Europa al riconoscimento per i lombardi meritevoli

Il fotoreporter milanese Gabriele Micalizzi è uno dei candidati al premio Rosa Camuna 2019, istituito ogni anno dalla giunta regionale lombarda per riconoscere l'impegno, l'operosità, la creatività e l'ingegno di chi si è distinto in modo particolare. E' assegnato ad un massimo di cinque persone, imprese, enti o associazioni. 

La candidatura verrà presentata ufficialmente lunedì 1 aprile in una conferenza stampa con Michele Usuelli, consigliere regionale di +Europa, che l'ha promossa. Micalizzi, classe 1984, dal 2008 ha documentato tra l'altro le Primavere Arabe in Tunisia, Egitto e Libia, il conflitto a Gaza, la crisi economica in Grecia, la guerra in Afghanistan e la guerra all'Isis. E' co-fondatore di CesuraLab, il collettivo fotografico di cui faceva parte anche Andrea Rocchelli, ucciso a Sloviansk, in Ucraina, nel 2014, per il quale è in corso a Pavia un processo (con molti punti oscuri, in realtà) il cui imputato è un soldato italo-ucraino. Le fotografie di Micalizzi sono state pubblicate da New York Times, Wall Street Journal, New Yorker, Newsweek, e, in Italia, da Repubblica, Espresso, Internazionale e Corriere della Sera.

Gabriele Micalizzi: ferito in Siria mentre fotografava la guerra

L'11 febbraio Micalizzi è rimasto feritonell'esplosione di una granata a Deir el-Zor, in Siria. Ricoverato dapprima all'ospedale di Baghdad, è poi rientrato a Milano. In un primo tempo si era seriamente temuto per la sua vista, ma per fortuna i timori sono stati scongiurati e il reporter si è ripreso.

«La scelta di Gabriele è stata naturale, vuole rendere merito ai reporter che ogni giorno dal fronte documentano le vicende di pace e di guerra dell’umanità: testimoni del nostro tempo e della storia», commenta Usuelli spiegando perché ha deciso di candidare Micalizzi: «Si tratta di omaggiare il lavoro inestimabile di professionisti che rischiano la propria incolumità per permetterci di conoscere e di vedere con i nostri occhi le vicende che riguardano le aree più inaccessibili del mondo; di interessarci delle violazioni dei diritti umani e dei processi di pacificazione, dandoci gli strumenti per agire, rendendoci a nostra volta testimoni. Vorrei che Regione Lombardia, tramite Gabriele Micalizzi, insignisse della benemerenza una comunità di straordinari professionisti freelance».

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