Gatta malata di tumore abbandonata per strada, Arca Onlus: "Amare vuol dire prendersi responsabilità"

La micia era stata lasciata sul marciapiede dentro ad un trasportino

La gatta (da facebook.com/arca.onlus.9)

"Adesso vi raccontiamo una storia di Natale, ma attenti: non è una bella storia e soprattutto non finisce bene". Queste le parole con cui l'associazione milanese Arca Onlus inizia a raccontare su Facebook l'episodio di abbandono di una gatta, lasciata per strada dentro a un trasportino. Dopo aver portato l'animale dal veterinario, le volontarie hanno capito che aveva un tumore al cervello non curabile e hanno deciso di addormentarla. Il loro appello si rivolge a tutti coloro che hanno degli animali, perché gesti simili non si verifichino mai più.

"Il 21 dicembre un signore ha trovato abbandonato sul marciapiede di una strada alla periferia della città un trasportino evidentemente nuovo, con dentro un gatto. Il giorno dopo ce l’ha portato", annota sul suo profilo l'associazione, che da anni si occupa dei gatti randagi e abbandonati di Milano, accogliendoli, prestandogli tutte le cure necessarie e cercando per loro un'adozione

Quando l'animale è arrivato nella struttura dell'associazione in via Teodosio, le volontarie si sono rese conto che si trattava di una gatta "non tanto giovane, buonissima e chiaramente di casa", come scrivono su Facebook. La micia però, pur mangiando con appetito, aveva difficoltà notevoli nel muoversi e non si reggeva sulle zampe posteriori, quindi è stata portata dal veterinario per degli esami. Una volta in clinica, si è potuto appurare che aveva un tumore molto esteso al parenchima del cervello, ovviamente inoperabile, e si è quindi deciso di non svegliarla.

L'appello dell'associazione

"A voi che leggete quasi sicuramente gli animali piacciono, ma 'piacere' non vuol dire amare - scrive Arca -. Amare vuol dire prendersi cura per sempre dell’essere affidato a noi, nelle vicende belle della vita e anche in quelle tristi, prendendosi sempre le proprie responsabilità e non rifuggendole perché ci riteniamo 'troppo sensibili' e incapaci di prendere decisioni dolorose che però risparmierebbero indicibili sofferenze a chi dipende in tutto e per tutto da noi, per vivere e anche per morire serenamente e con dignità". 

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"L’eutanasia (almeno per gli animali si può fare) è l’ultimo gesto di amore che possiamo fare per loro quando non c’è possibilità di cura - conclude Arca Onlus su Facebook -. Quanto ad abbandonare un animale malato in mezzo alla strada, solo, lontano dalla sua casa e dalla famiglia che amava, del tutto impotente ed esposto al freddo, alla fame, alla paura e agli atti di qualsiasi balordo... be’, questo è un cinismo talmente spaventoso, una malvagità così cinica e gratuita che veramente c’è da vergognarsi di appartenere al genere umano".

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