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Gergiev non prende distanza dalla guerra in Ucraina: sarà escluso dalla Scala

"Non gli abbiamo chiesto un'abiura ma una presa di distanza dalla guerra", ha detto Sala

Valery Gergiev, il direttore d'orchestra russo finito nella bufera perché si è più volte esposto politicamente in sostegno a Putin in passato, non dirigerà più alla Scala. Il sindaco di Milano Beppe Sala e la sovrintendenza del teatro gli avevano chiesto una presa di distanza dalla guerra avviata dalla Russia in Ucraina il 24 febbraio e, da quanto ha reso noto il sindaco lunedì, il maestro non ha mai risposto. Gergiev era impegnato a Milano per dirigere l'orchestra ne La Dama di Picche di Cajkovskij ma, dati gli eventi, ha diretto soltanto una serata, durante la quale sono arrivati alcuni fischi. Poi la richiesta del sindaco e del teatro. Ora la presa d'atto che il direttore non ha risposto.

Il prossimo appuntamento con le recite dell'opera di Cajkovskij è il 5 marzo: "Non credo - ha detto Sala - che ci sarà Valery Gergiev. Penso che a questo punto lo possiamo escludere. Io certamente non ho chiesto nessuna abiura ma una presa di distanza dalla guerra, che è una cosa un po' diversa. Vedo che altre persone nel mondo artistico, tipo Anna Netrebko, si sono espresse" sulla guerra, così come "molti nel mondo dello sport. Io non voglio giudicare ma quello che so, visto che ho chiesto un attimo fa al sovrintendente, è che è Gergiev non ha risposto ed è ripartito". L'ufficialità arriverà con l'indicazione del nuovo direttore. Intanto, per il 7 marzo, sul podio della Filarmonica con Mao Fujita al pianoforte, al posto di Gergiev ci sarà Riccardo Chailly.

E Gergiev, in questi giorni, è stato già escluso da tante altre istituzioni musicali. Non andrà alla Carnagie Hall di New York con i Wiener Philharmoniker, che hanno escluso anche la collaborazione con Denis Matsuev, pianista sostenitore di Putin. Non è finita, perché il sindaco di Monaco di Baviera è pronto a togliere al direttore russo l'incarico di direttore musicale dei Münchner Philharmoniker. Infine, per via della guerra, anche l'agente internazionale Marcus Felsner ha interrotto i rapporti con Gergiev.

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