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Milano, un giardino per ricordare fratel Ettore: tutto il consiglio comunale è d'accordo

Approvata all'unanimità una mozione per dedicare al religioso, scomparso nel 2004, un giardino in viale Stelvio

Una mozione a Palazzo Marino per intitolare a fratel Ettore un giardino di viale Stelvio, non lontano dalla "sua" Stazione Centrale dove il religioso dei Camilliani aveva aperto il rifugio per senzatetto. Il documento è stato presentato dal leghista Gabriele Abbiati e approvato all'unanimità dai consiglieri comunali di Milano.

"All'inizio degli anni '70 - ricorda Abbiati nel testo della mozione - fratel Ettore scopre la crisi delle strade popolate, dopo il boom economico, da disadattati ed emarginati, che lui comincia ad aiutare e ospitare. In brevissimo tempo il numero di persone che si rivolgono a lui aumenta enormemente".

Dalla prima esperienza di assistenza all'idea del rifugio, in un tunnel sotto la stazione, il passo fu breve. "La sua testimonianza di straordinaria carità cristiana a favore dei più poveri fra i più poveri fu evidente a tutti, credenti e non credenti, e portò molte coscienze a interrogarsi sul proprio atteggiamento nei confronti del prossimo più emarginato", si legge ancora nella mozione. Di qui l'idea di intitolare al religioso un luogo simbolico come il giardino tra viale Stelvio e via Paolo Bassi, vicino alla Clinica Pio X.

Chi era Fratel Ettore

Al secolo Ettore Boschini, il frate nacque a Roverballa (Mantova) nel 1928 e scomparve a Milano nel 2004. E' attualmente aperta per lui la causa di beatificazione. Accolto dai Camilliani nel 1952, infermiere nella comunità di Venezia, fu trasferito a Milano e iniziò, alla clinica San Camillo, ad ospitare i primi senzatetto. Diede poi via al rifugio in Stazione Centrale, col benestare dei suoi superiori. Fu il primo di tanti: se ne contano ora tre a Milano, uno a Seveso (Mb), uno in provincia di Chieti, uno in provincia di Vercelli, uno a Grottaferrata (Roma) e uno a Bogotà, in Colombia.

La città di Milano gli assegnò l'Ambrogino d'Oro. Dal 2013, su iniziativa della Conferenza episcopale lombarda, è aperta la causa di beatificazione.

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