Attualità Chinatown / Piazzale Antonio Baiamonti

Giardino Garofalo in Baiamonti, è guerra aperta. Il comitato: «Lo rioccuperemo»

L'area verde è stata transennata da Palazzo Marino. Vi sorgerà la seconda Piramide, che ospiterà il Museo della Resistenza

Sarà "rioccupato" il giardino dedicato a Lea Garofalo, a Porta Volta, dopo la messa in sicurezza dell'area da parte dell'ammnistrazione comunale in vista degli interventi propedeutici per edificare la seconda Piramide porgettata da Herzog e De Meuron che, come stabilito nel Piano di governo del territorio, ospiterà il Museo della Resistenza.

L'azione di protesta viene annunciata dal comitato Baiamonti Verde Comune, che da tempo si oppone all'edificazione e allo sviluppo dell'area di piazzale Baiamonti, comprendente il giardino dedicato alla Garofalo, vittima di mafia, e l'ex benzinaio storico, ormai demolito. 

Il comitato accusa l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran e il sindaco di Milano Beppe Sala di avere usato «la logica del bulldozer» distruggendo tra l'altro «la scena e l'anfiteatro costruiti dagli artisti di strada», ma anche «tante piante e aiuole che stavamo curando da un anno», per poi recintare e lucchettare tutta l'area. 

«Questo - si legge in una nota del comitato - è un bene comune, e nel rispetto della collettività, noi lo riapriremo e continueremo con le attività previste, a partire dalla festa delle Brigate Volontarie per l'emergenza del 9 luglio, che hanno svolto quel lavoro mutualistico che voi non siete riusciti a compiere, dando aiuto nel momento del lockdown a tutte le persone e le famiglie che non avevano mezzi per sostenersi».

I Verdi di Milano: «Stupiti e delusi»

«Siamo stupiti e delusi», commentano i Verdi di Milano, con la coportavoce nazionale Elena Grandi e i portavoce milanesi Mariolina De Luca e Andrea Bonessa: «Qual è l’idea di cambiamento, di tutela ambientale, di attenzione ai beni comuni della nostra città? Il sindaco Sala non ha forse assunto la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale? Non ha forse assunto le deleghe all’ambiente? Non è a capo delle città C40? Non dichiara ad ogni intervista che l’ambiente è per lui un punto focale per la Milano del futuro? Vediamo della contraddizione tra dichiarazioni e atti».

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