Inaugurato il nuovo Giardino dei Giusti. Segre: «Uscire dalla massa degli indifferenti»

La senatrice a vita ha ricordato le due famiglie che la nascosero nelle rispettive case: «I Giusti possono essere umili e semplici»

L'inaugurazione (foto Galesi, Fb)

E' stato inaugurato domenica mattina il nuovo Giardino dei Giusti al Monte Stella. L'area è stata riqualificata con lavori "interrotti" per rivedere i progetti. L'iter è stato costellato di polemiche sul cemento che si sarebbe riversato (secondo alcuni) sull'area e ha anche visto uno stop imposto dall'allora ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, che poi ha dato il via libera con (piccole) modifiche al progetto. E alla fine i lavori si sono conclusi.

Non più soltanto un "memoriale" dei giusti del Pianeta, ma un luogo per passeggiare tra i cippi e gli alberi e «riflettere su come replicare le storie di queste persone nella vita di tutti i giorni», ha spiegato l'associazione Gariwo, che ha promosso il progetto e che cura il Giardino dei Giusti milanese dalla sua nascita. 

Predisposti in particolare due ambienti: una piazzetta raccolta per riflessioni in solitario o in piccoli gruppi, chiamata Spazio del Dialogo, e un anfiteatro circondato dagli alberi in cui i giovani si possono confrontare collettivamente sul concetto di responsabilità. L'obiettivo è che il Giardino dei Giusti diventi un luogo di incontro tra le comunità in città, dove i membri delle minoranze (religiose, culturali, etniche) possano riunirsi e pensare, magari, a iniziative condivise. Ed infine un luogo di attrazione per i turisti, «per valorizzare l'immagine morale di Milano nel mondo».

Tra i presenti all'inaugurazione, l'arcivescovo di Milano Mario Delpini, il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib, il vice presidente del Coreis Yusuf Abd Al-Hakim Carrara e il responsabile per il dialogo interreligioso del Coreis Abd Al-Ghafur Masotti. E poi i vertici del Municipio 8 (a partire dal presidente, Simone Zambelli) e l'ex sindaco di Milano, ora deputato europeo, Giuliano Pisapia. Per il Comune c'erano il presidente del consiglio comunale Lamberto Bertolé e l'assessore all'urbanistica e verde Pierfrancesco Maran. A tagliare il nastro Liliana Segre, sopravvissuta all'Olocausto e senatrice a vita.

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Segre ha ricordato le famiglie Pozzi (di Paderno Dugnano) e Civelli (di Castellanza) che l'hanno nascota per diversi mesi nelle loro abitazioni; poi ha affermato che «i Giusti possono essere persone semplici, umili. Sono coloro che hanno fatto la scelta di uscire dalla massa degli indifferenti. E' molto più facile girarsi dall'altra parte, dire che "questo non mi riguarda". I Giusti sono un dono ricevuto dall'umanità intera». «L'idea alla base della riqualificazione è stata quella di rendere un luogo come questo sempre più testimonianza verso il futuro. Un luogo vivo, non un monumento immobile», ha commentato Maran.

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