Venerdì, 14 Maggio 2021
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Il giudice di Milano che lascia la toga per i debiti con bar e ristoranti: "Mi pento"

Il caso esploso sui social e poi confermato dallo stesso giudice della corte d'Appello

Quando un debito costa una (parte di) carriera. Piero Gamacchio, 68 anni, tra i giudici più stimati del tribunale di Milano - ora alla corte d'Appello -, ha deciso di mettersi in aspettativa e di anticipare la pensione dopo essere stato travolto dalle polemiche per alcuni debiti lasciati tra bar, ristoranti e boutique della città. 

Il caso era esploso nei giorni scorsi, quando il giornalista Gianluigi Nuzzi aveva raccolto sui social le lamentele dei creditori del togato, che nella sua permanenza a palazzo di giustizia si è occupato di processi storici, da quelli con Craxi e Maroni come imputati a quelli su Finmeccanica e Montepaschi, che tra l'altro ricomincerà nei prossimi giorni. 

Giovedì, dopo lunghe ore di polemiche e voci, è stato lo stesso Gamacchio ad intervenire, come riportato sempre da Nuzzi sui social. "Il giudice dei conti non pagati fa un clamoroso passo indietro. Svolta nel caso del giudice milanese Piero Gamacchio, dopo che avevo scoperto come non pagasse i conti di lussuosi ristoranti e boutique né onorava un debito da 40mila euro con un penalista milanese", ha scritto il giornalista Mediaset. 

"Quanto letto sui social e taluni media in questi ultimi giorni corrisponde ahime? alla verita?", la confessione di Gamacchio. "Salvo che da parte mia pensavo sempre al successivo adempimento, come in parte ho fatto. Ci tengo pero? a sottolineare il fatto che mai, in alcun modo mai, questi fatti possano aver influito nelle mia attivita? di giudice, attivita? che ho sempre svolto con liberta? ed indipendenza", ha garantito l'ormai ex togato. 

"Il contenuto delle sentenze da me redatte è li? a dimostrarlo. Proprio pero? considerando la necessaria serenita? che deve presiedere all’esercizio della funzione giudiziaria, questi fatti mi impongono di chiedere da subito di essere messo in aspettativa. Si e? trattato - ha concluso il giudice - di comportamenti di grave leggerezza di cui mi pento profondamente e ai quali porro? al piu? presto rimedio".

Foto - Il post di Nuzzi

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