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Giulia Maria Crespi

Giulia Maria Crespi

Morta Giulia Maria Crespi, la signora del Fai: "Chi ha avuto molto, deve dare molto"

È morta a 97 anni Giulia Maria Crespi, vedova Paravicini e fondatrice del Fai. Il ricordo

È morta a Milano domenica 19 luglio, all'età di 97 anni, Giulia Maria Crespi, fondatrice e presidente onoraria del Fai, ex proprietaria del Corriere della sera e discendente della famosa famiglia di cotonieri lombardi. A dare il triste annuncio è stato proprio il Fai, in una nota firmata dal presidente Andrea Carandini, che ha sottolineato la "vena di infinita tristezza" di tutta l'associazione. 

"La chiarezza del suo insegnamento, il solco tracciato, lo stile e l’entusiasmo infuso in qualsiasi cosa facesse indicano senza incertezze la strada che il Fai è chiamato a seguire per il bene del Paese, fissata nella missione che lei stessa contribuì a definire", prosegue Carandini.

Giulia Maria Crespi e il Fai

"Essendo stata educata secondo i sani e severi principi della borghesia lombarda in base ai quali «chi ha avuto molto, deve dare molto», frase che Giulia Maria amava ripetere, conosceva, apprezzava e stimolava - da sempre praticandolo in prima persona - il ruolo che il volontariato svolge nella società civile, sostenendo e incoraggiando l’importante azione che le delegazioni del Fai hanno svolto e svolgono, a fianco della struttura operativa, per la maturazione e la crescita della Fondazione", sottolineano dall'associazione. 

"Pur essendo di carattere forte e imperativo Giulia Maria Crespi ha sempre fortissimamente creduto nel lavoro di squadra come unica possibilità per ottenere risultati seri e duraturi - ricordano dal Fai -. Una creatività inesauribile, una riluttanza per i compromessi, una passione per il dialogo, una singolare unità di ideali e concretezza, una noncuranza per le difficoltà - tanto più stimolanti quanto ardue - e una mai incrinata perseveranza ne hanno fatto una figura impegnativa per chiunque avesse a che fare con lei, ma al tempo stesso un esempio inimitabile e senza sfumature di ideali civici e di passione per la vita, per la cultura e per l’ambiente".

La "signora" del Corriere e della natura

Non solo Fai, però. Perché Giulia Maria Crespi - vedova del conte Marco Paravicini e mamma di Aldo, morto a metà maggio in un incidente - fino al 1974 era stata proprietaria del Corriere della Sera. 

Figlia unica, proveniva da una delle principali famiglie industriali lombarde, fu educata in casa, dove ebbe la fortuna di avere tra i suoi insegnanti Fernanda Wittgens, la grande soprintendente che fece risorgere Brera dopo la Seconda guerra mondiale. Da lei apprese l’amore per l’arte e per l’Italia dell’arte, a cui univa il suo amore per la natura come fonte di rigenerazione spirituale. Una madre ambiziosa le fece frequentare tutto il bel mondo di quegli anni ma, come scrisse lei stessa nell’autobiografia "Il mio filo rosso", il suo temperamento ribelle le fece compiere scelte anticonvenzionali. 

Sposò in prime nozze Marco Paravicini, già comandante partigiano, da cui ebbe due gemelli: Luca e Aldo. La tragica morte del marito in un incidente stradale la lasciò giovane vedova, ma con l’idea di avere un destino da compiere. Nel 1965 sposò in seconde nozze l’architetto Guglielmo Mozzoni. Insistendo con l’amatissimo padre Aldo, entrò nel 1962 nella gerenza del "Corriere della Sera", giornale che contribuì a rinnovare attraverso le direzioni Spadolini ma soprattutto Ottone. A collaborare furono chiamati scrittori e giornalisti come Pier Paolo Pasolini e Goffredo Parise. Fu lei a chiamare personalmente Antonio Cederna per occuparsi dei neonati temi ambientali. 

Già dalla fine degli anni Cinquanta era iscritta a Italia Nostra, dove conobbe Renato Bazzoni che aiutò a organizzare, nel 1967, Italia da salvare, una grande mostra fotografica che per prima denunciava il degrado urbanistico e ambientale dell’Italia del boom. Nel 1975 poi arrivò il Fai, a cui la Crespi donò subito 500 milioni di lire e versò il denaro per acquistare il Monastero romano-longobardo di Torba, il primo bene importante del Fondo. 

Il ricordo di Sala

"La scomparsa di Giulia Maria Crespi priva Milano di uno dei punti di riferimento più precisi e consapevoli della sua recente vicenda storica. Giulia Maria, a cui mi legava un rapporto di schietta amicizia, è stata una lucida esponente di quella imprenditoria cui la nostra terra deve molto del suo sviluppo e della sua capacità di confronto con l'Europa", il ricordo, commosso, del sindaco di Milano, Beppe Sala. 

"Ma la sua vita è connotata dall'intuizione da cui è scaturita la sua creatura più preziosa, il Fai - Fondo Ambiente Italiano. Giulia Maria Crespi ha dedicato gran parte della sua vita, fino agli ultimi giorni della sua esistenza, a organizzare, curare e far crescere la partecipazione di migliaia e migliaia di italiani, dai grandi imprenditori al più semplice dei cittadini, a favore del recupero e della manutenzione del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese. Il Fai, grazie a lei, è un modello per tutto il mondo di quella cura che il nostro Paese merita. Deve essere nostro impegno - ha concluso il primo cittadino - fare in modo che la sua lezione non vada perduta".

"Grazie Giulia"

"Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Giulia Maria Crespi, fondatrice e presidente onorario del Fai, donna colta e sensibile, imprenditrice lombarda che ha dedicato la propria vita alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale", le parole del presidente lombardo Attilio Fontana e dell'assessore regionale alla cultura, Stefano Bruno Galli. 

"Prima con Italia Nostra e poi con il Fai - ha aggiunto Galli - si è impegnata con grande passione e sensibilità nella riscoperta, nella valorizzazione e nella tutela di migliaia di meravigliosi luoghi della cultura: ville, parchi, biblioteche, teatri, monumenti, borghi, che ha reso accessibili ai cittadini. Grazie a Giulia - ha concluso Stefano Bruno Galli - per tutto quello che ha fatto per la valorizzazione del grande patrimonio culturale della nostra Lombardia".
 

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