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Attualità Chinatown / Piazzale Antonio Baiamonti

Nuovo scontro sul glicine: "Hanno tagliato completamente la pianta figlia"

La denuncia del comitato Baiamonti Verde Comune

Non c'è pace per il glicine di piazza Baiamonti. E nemmeno per i residenti che lo amano tanto da aver protestato per settimane e settimane pur di salvarlo dall'abbattimento previsto per fare spazio al museo della Resistenza.

Nella tarda mattinata di giovedì 20 luglio due tronchi della pianta figlia dello storico e monumentale glicine sono stati recisi alla base. A denunciarlo sono il comitato Baiamonti Verde Comune e Nunzio Taccardi del Circolo combattenti e reduci. 

Solo due mesi fa, il sindaco di Milano Beppe Sala aveva annunciato di voler andare incontro alle richieste dei cittadini (e di molte personalità del mondo dello spettacolo) risparmiando la pianta e alcuni alberi. Ora però i residenti non sono più tranquilli. "Non solo il taglio fatto ieri ha ucciso l'intera pianta secondaria, venendo peraltro effettuato in un periodo di nidificazione, cosa vietata dalla legge - afferma il comitato Baiamonti Verde Comune, che in questo momento sta collaborando con la non profit Animal king -. Ma noi temiamo anche per il glicine madre: nonostante le rassicurazioni di Sala e dell'assessora al Verde, Elena Grandi, vediamo che i lavori del cantiere si stanno svolgendo troppo vicini alle radici, col rischio di intaccarle". La lotta delle associazioni locali, ancora una volta, punta a salvare le piante dalla cementificazione in programma per edificare il nuovo museo.

"Sono in corso da ieri sera i primi interventi di potatura manuale sui tronchetti del glicine figlio (quello più piccolo), le cui ramificazioni sovrastano i cartelloni pubblicitari su viale Montello", ha scritto su Instagram, a proposito del taglio, l'assessore al Verde del Municipio 1, Lorenzo Pacini. Secondo Palazzo Marino l'intervento era già stato previsto e concordato, è propedeutico alla prosecuzione delle opere ed è iniziato dopo un'indagine che ha escluso la presenza di nidi abitati, anche se i residenti fanno notare che gli uccelli si sono allontanati con l'inizio dei lavori a causa dei forti rumori. La potatura - fa sapere il Comune - non nuocerà alla pianta madre. Promessa a cui i comitati di zona faticano a credere.

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