Martedì, 16 Luglio 2024
Attualità

Anche Elio e le storie tese vogliono salvare il glicine monumentale

Dopo il comico Giovanni Storti, anche il gruppo musicale si schiera contro l'abbattimento

Dopo i comici Giovanni Storti e Germano Lanzoni, anche la band musicale Elio e le storie tese si schiera dalla parte del glicine monumentale di piazzale Baiamonti. Già 50mila milanesi avevano firmato una petizione online per scongiurare il taglio delle piante nella zona, previsto per fare spazio alla seconda piramide dello studio di architettura Herzog, che sarà gemella di quella sede della Fondazione Feltrinelli e ospiterà il nuovo Museo della Resistenza.

"Anche noi di Elio e le storie tese lanciamo il nostro grido come Giovanni Storti in favore del grande glicine che sta per essere tagliato. (...) - è l'appello del gruppo in un video inviato al Circolo combattenti e reduci, il cui giardino è circondato dalla pianta monumentale -. Ci sono 50mila persone che hanno chiesto di salvarlo. E bisogna ascoltarle".

I componenti del gruppo, Elio, Cesareo, Faso e Vittorio Cosma, chiedono direttamente a Palazzo Marino di ascoltare i 50mila cittadini che hanno chiesto di lasciare in vita gli alberi e le piante. Sabato 20 maggio, dalle 17, nel Giardino comunitario Lea Garofalo di viale Montello 3, adiacente alla zona dove il glicine e i grandi tigli dovrebbero essere tagliati, si terrà un flashmob intitolato 'Give trees a chance' ('date una possibilità agli alberi'), con tanto di animazione musicale.

A rischio abbattimento un totale di undici alberi, tra cui grandi tigli e l'enorme e bellissimo glicine. I comitati a favore della salvaguardia delle piante avevano scritto anche direttamente al presidente dell'Anpi, visto che la nuova costruzione sarà la sede del Museo della Resistenza. Il consiglio comunale di Milano, inoltre, aveva approvato con voto unanime un ordine del giorno per salvare gli alberi. La nuova sede museale sarà finanziata dal ministero della cultura, a cui ora Palazzo Marino dovrebbe rivolgersi per scongiurare l'abbattimento delle piante. In un incontro dello scorso 8 aprile tra Comune e ministero, però, nessuna delle modifiche proposte per salvare il verde era stata approvata. Nei giorni scorsi, poi, il sindaco Beppe Sala aveva detto: "Non possiamo perdere l'occasione del Museo della resistenza".

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