Venerdì, 24 Settembre 2021
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Ambrogio Crespi ha ricevuto la grazia da Mattarella

Il regista, condannato a 6 anni per concorso in associazione mafiosa, ha avuto la grazia parziale

C'è la firma del Presidente. Ambrogio Luca Crespi, il regista milanese condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per concorso in associazione di tipo mafioso, per fatti commessi dal 2010 al 2012, ha ricevuto la grazia parziale da Sergio Mattarella. 

Per lui, si legge in una nota del Quirinale, "è stata disposta una riduzione della pena di un anno e due mesi". Lo stesso provvedimento - ma con una pena di quattro anni - è stato preso anche per Francesca Picilli, la donna che nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2012 ferì al torace con un coltello a serramanico il fidanzato Benedetto Vinci, che prima di morire disse che lei non voleva ucciderlo. 

"Nel valutare le domande di grazia presentate in favore degli interessati, il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del positivo comportamento tenuto dai condannati durante la detenzione e della circostanza che il percorso di rieducazione sino ad ora compiuto dai predetti potrebbe utilmente proseguire - qualora la competente Autorità giudiziaria ne ravvisasse i presupposti - con l’applicazione di misure alternative al carcere", hanno sottolineato dal Quirinale. 

Chi è Ambrogio Luca Crespi

Il regista milanese - fratello di Luigi, ex sondaggista di Silvio Berlusconi - era già uscito dal carcere nei mesi scorsi. Il tribunale di sorveglianza di Milano aveva infatti stabilito il differimento di pena perché il condannato - la sentenza definitiva era arrivata a marzo 2021 - aveva prestato un'opera costante, "anche oltre il tornaconto personale", nella lotta alla mafia, e questo "ha valenza riparativa". 

Secondo l'accusa, Crespi avrebbe procurato tremila voti, al prezzo di 50 euro ciascuno, all'ex assessore Domenico Zambelli per le elezioni regionali del 2010, attingendoli anche da ambienti legati alla 'ndrangheta. Ad incastrarlo era stata un'intercettazione telefonica in cui un uomo riferiva all'altro questa circostanza. Tuttavia, colui che accusò Crespi ritrattò tutto definendosi un millantatore e fu ritenuto affetto da disturbi psichici. Questo non invalidò, agli occhi delle varie giurie, la ricostruzione accusatoria.

Secondo il Tribunale di Sorveglianza, considerando "il lungo tempo trascorso dal fatto-reato e l'assenza di procedimenti pendenti", sarebbe escluso il pericolo di reiterare i reati. E il "profondo radicamento familiare, sociale e lavorativo sul territorio", nonché "l'atteggiamento di accettazione delle regole" che si evince dal fatto che Crespi, che si è sempre proclamato innocente, a marzo 2021 si consegnò spontaneamente dopo il rigetto del ricorso in Cassazione, escluderebbero un eventuale pericolo di fuga. 

Lo stesso tribunale aveva sottolineato che era difficili "conciliare il condannato per concorso esterno in associazione mafiosa di ieri con l'uomo di oggi, divenuto un simbolo positivo anche nella lotta alla mafia, ed il conseguente disorientamento che anche pubblicamente ha generato la sua incarcerazione". 

Dopo la condanna, infatti, Crespi è stato il regista di "Spes contra spem - Liberi dentro" prodotto con Nessuno Tocchi Caino, menzionato al Festival di Venezia. E ha messo la firma anche su "Terra Mia", un altro film contro le mafie, vincitore del Festival Internazionale del Cinema di Salerno, oltre che su documentari su Enzo Tortora e sul Capitano Ultimo. Negli ultimi mesi ha invece lavorato all'opera "A viso aperto", un documentario - dal tono abbastanza assolutorio verso il Pirellone - sulla gestione dell'epidemia di covid in Lombardia. 

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