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Hotel Gallia di Milano, il sindacato: "Non lasceremo che nel silenzio più totale si licenzino 80 persone"

A denunciarlo Cub e Sì Cobas dopo che direzione dell'albergo e prefettura si sono rifiutati di ricevere una delegazione dei lavoratori: "Se non si fa qualcosa nel settore alberghiero, conosceremo una strage di licenziamenti"

Hotel Gallia (foto Booking)

"Non accetteremo che nel silenzio più totale si licenzino 80 persone". È quanto scrivono i sindacati Cub e Sì Cobas a proposito dei lavoratori dell’azienda appaltatrice dell'Hotel Gallia, HoGroup che a novembre rischiano di essere lasciati a casa.

80 famiglie a rischio

"Da alcuni mesi - si legge in una nota delle due sigle sindacali - le nostre organizzazioni stanno portando avanti una vertenza sindacale per difendere i posti di lavoro dei lavoratori degli appalti dell’Hotel di lusso Excelsior Gallia di Milano. L’azienda HoGroup, che gestiva il servizio, ha dapprima cercato di fargli sottoscrivere delle conciliazioni tombali per aggirare il blocco sui licenziamenti e oggi non risponde più né alle telefonate né alle email. Sappiamo che l’azienda ha richiesto all’Inps l’apertura delle prime 9 settimane di Fis Covid previste dal Decreto Agosto per il periodo dal 13 luglio al 12 settembre (...). Scaduto il periodo di vigenza degli ammortizzatori sociali (15 novembre), l’azienda sarà libera di licenziare".

Al contempo la direzione e la proprietà dell'hotel si sono rifiutate di confrontarsi con i lavoratori. Nemmeno un presidio sotto l'albergo ha portato al confronto che i dipendenti di HoGroup auspicavano. "La dirigenza riunita all’interno - sottolineano Cub e Sì Cobas - ha preferito sgattaiolare dalla porta posteriore piuttosto che incontrare i lavoratori. E nemmeno la prefettura ha accettato di riceverci, mandando poi una comunicazione in cui di fatto sposa la posizione dell'hotel, che sostiene che a fine novembre si avrà una parziale riapertura e ripresa delle attività".

"Ma in prefettura sono in grado di collegare le date? - proseguono i due sindacati -, 16 novembre per avvio della possibilità di licenziare e fine novembre per avvio dell’attività in maniera, tra l’altro, ridotta: è chiaro che in quei 15 giorni tutti i lavoratori verranno licenziati, non ci sarà nessun reintegro e tutti perderanno il diritto al mantenimento del posto di lavoro".

"Così - concludono le sigle sindacali - ci si potrà liberare di dipendenti con diritti acquisiti, anzianità retributiva maturata e a cui si applica ancora il Ccnl del Turismo e sostituirli con manodopera più precaria e a minor costo. Il trattamento che stanno ricevendo questi lavoratori è vergognoso. Questa vicenda ha dei riscontri sociali molto rilevanti: se le istituzioni non intervengono per far sì che le aziende si siedano ai tavoli di confronto per trovare delle soluzioni fra gli attori sociali, scaduto il blocco dei licenziamenti, nel settore alberghiero a Milano, conosceremo una strage di licenziamenti".

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