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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Immigrazione in Lombardia, quasi 4 stranieri su 10 vivono in provincia di Milano

Presentato il dossier immigrazione 2018 su dati del 2017

Quasi 4 stranieri su 10 residenti in Lombardia vivono nella Città Metropolitana di Milano. Il dato (39,8%, pari a 450 mila persone) è sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti. E a livello di capoluoghi rispetto alle province, Milano è quello con l'incidenza più elevata: il 14,2% degli stranieri residenti in Città Metropolitana risiede nel capoluogo. Sono alcuni dei dati emersi dal Dossier Immigrazione 2018, su dati 2017, presentato da Cisl il 25 ottobre.

I residenti stranieri sono oltre 100 mila nelle province di Brescia e Bergamo, quasi 76 mila a Varese e Monza-Brianza: i dati sono pressoché gli stessi, ancora una volta, di quelli degli anni scorsi. Gli stranieri in Lombardia, nel 2017, sono leggermente cresciuti rispetto al 2016 (+1,3%), ma meno che in Italia (+1,9%). La crescita lombarda è stata "trainata" dalla Città Metropolitana di Milano (+2,7%) con valori tuttavia molto lontani dall'anno 'di picco', il 2013 (+16,1% a Milano, +9,8% in Lombardia, +12,2% in Italia). 

Il 38,3% (quasi 450 mila) degli stranieri residenti in Lombardia provengono dall'Europa; e nella metà dei casi si tratta di comunitari (di cui il 73,8% è romeno). Dal continente africano provengono 290 mila persone, dall'Asia 280 mila, dall'America 141 mila, dall'Oceania appena 357. La comunità romena è la più consistente in Lombardia (172 mila residenti, il 14,9% degli stranieri). Seguono quella marocchina (quasi 94 mila residenti), quella albanese (92.500) e quella egiziana (81 mila). I cinesi sono quinti con circa 66 mila residenti. Da notare che gli egiziani in Italia risiedono in massima parte in Lombardia (il 67,7%) e, di questi, la maggior parte nel capoluogo Milano. 

Radicamento nel territorio

Oltre il 66% dei 950.612 stranieri non comunitari residenti in Lombardia il 31 dicembre 2017 è in possesso dell'ex carta di soggiorno, quella a tempo indeterminato che si consegue solo dopo un certo periodo di permanenza in Italia. Questo significa che, in gran parte, gli stranieri hanno ormai un radicamento nel territorio. Tra chi invece ha un permesso di soggiorno, crescono quelli col permesso umanitario (9,8% dei permessi a termine, contro il 5% nel 2015). 42 mila, invece, nel 2017 le acquisizioni di cittadinanza, in calo di circa 12 mila unità rispetto al 2016 invertendo la crescita degli anni precedenti. 

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