Iulm, inaugurazione senza politici ma con attori e letture di classici. La parola dell'anno è "attesa"

Il rettore Canova: «L'università non sarà mai completamente a distanza»

Canova all'inaugurazione

Classici greci e latini per l'inaugurazione - a distanza e online - dell'anno accademico dell'università Iulm di Milano. Una scelta "controcorrente", sia perché la cultura e letteratura classica è sempre più in ombra e considerata "non attuale", sia perché contemporaneamente l'ateneo non ha invitato né scienziati, né politici, né economisti o comunque ospiti appartenenti alla cosiddetta "classe dirigente". 

La cerimonia si è svolta mercoledì 16 dicembre alle sei di pomeriggio. Le letture sono state effettuate da attori: Stefania Rocca, Antonio Albanese e Giuseppe Battiston. Una scelta "originale" quella del rettore Gianni Canova e dei vertici dell'ateneo specializzato in studi di comunicazione e lingue. I testi spaziavano da Tucidide (il celebre discorso di Pericle sulla democrazia), Seneca, ma anche l'imperatore Adriano narrato da Marguerite Yourcenar e brani del poeta Konstantinos Kavafis.

«Nella nostra università siamo chiamati a combattere la malattia della demonizzazione della socialità, ma anche della coscienza, dell'ignavia, del silenzio di fronte al disprezzo e alla marginalizzazione della cultura», ha detto tra l'altro Canova nel suo intervento. «Dobbiamo ribadire che le nostre università non possono essere trasformate in università telematiche, che la didattica a distanza non sostituirà mai completamente la lezione in aula, perché l'università è socialità, è condivisione, è la messa in comune di saperi, linguaggi, esperienze, ricerca. Non c'è democrazia credibile in assenza di una solida democrazia culturale in un Paese in cui ormai un terzo della popolazione è analfabeta funzionale, senza che nessuno, o quasi, faccia nulla in modo serio per affrontare il problema».

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