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Mario Delpini (foto Fb/Arte fede cultura. Andrea Dall'Asta)

Mario Delpini (foto Fb/Arte fede cultura. Andrea Dall'Asta)

L'arcivescovo di Milano, Delpini: "Dopo emergenza covid ripensare capitalismo"

Al centro, ha detto il prelato, dovrebbe esserci "benessere persona e società"

"Se invece del capitalismo, che ha come scopo prioritario e indiscutibile il profitto, si realizzano delle forme di mutualità, di cooperativismo, forse si raggiungerebbero forme di lavoro più dignitose". A dirlo l'arcivescovo di Milano Mario Delpini nel delineare i possibili scenari post emergenza covid.

"Il sistema del lavoro - mette in luce l'alto prelato rispondendo a una domanda sui lavoratori più fragili, quali badanti e rider, in un'intervista al mensile di strada Scarp de tenis - ha bisogno di modelli che funzionino, che consentano un livello di vita dignitoso ma anche la sopravvivenza dell'azienda e la prestazione dei servizi". Chiedendo di non cedere a disperazione e individualismo e ad alimentare la speranza, Delpini, poi, che paragona l'epidemia a una "traversata nel deserto", ha lanciato anche l'invito a ripensare ai modelli economici.

"Certamente - afferma l'arcivescovo - ciò non assicurerà i profitti che il capitalismo ha garantito a molti facendoli diventare più ricchi, ma favorirà l'occupazione, condizioni diverse di lavoro e di riposo, insomma un tipo di impostazione del lavoro più finalizzato al benessere complessivo della persona e della società, che agli indici del rendimento delle azioni o del capitale investito. Sono passi che dovremmo compiere".

La politica secondo il monsignore dovrebbe essere al servizio del bene comune, evitando che esistano gli "ultimi della fila" e creando un sistema di relazioni e servizi che metta tutti coloro che vivono in Italia nella condizione di poter esercitare i propri diritti e rispettare i propri doveri. "Esistono le persone - ha concluso Delpini - , ognuno con il proprio contributo e ciascuno ha il diritto di esigere il rispetto della sua dignità e delle sue condizioni di vita".

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