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La questione

Smog, la deroga europea di 10 anni per le regioni della "Padania"

Da un lato la destra applaude e dall'altro la sinistra parla di disastro

Lo smog uccide circa 330mila persone l'anno. L'Italia detiene un triste record: quello del Paese dell'Unione europea dove l'inquinamento dell'aria miete più vittime. Bruxelles ha provato a rimediare con una nuova legge anti-smog, sulla quale hanno appena trovato un accordo il Parlamento europeo ed il Consiglio, che riunisce la posizione dei governi. La nuova norma mira a ridurre l'inquinamento atmosferico stabilendo limiti più bassi rispetto a quelli odierni, introduce misurazioni continuative e precise e garantisce risarcimenti alle persone che si ammalano. L'obiettivo finale è quello dell'inquinamento "zero" entro il 2050.

Nonostante introduca importanti novità, l'impatto della direttiva è stato ridotto a causa delle pressioni esercitate dalla "Padania", l'area più inquinata del Belpaese e tra le più inquinate in Europa. I governatori di Lombardia, Piemonte, Veneto (regioni guidate dalle destre) insieme all'Emilia Romagna (a guida Pd) sono riusciti, col consenso di Roma, a far inserire varie deroghe ed esenzioni per consentire ad industria, trasporti, allevamenti e privati a proseguire le loro attività inquinanti diluendo nel tempo gli obiettivi inizialmente proposti. 

Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia- Ecr al Parlamento Europeo a margine della visita a “My plant and garden” in corso a Rho-Fiera si è detto soddisfatto per la deroga. “Mentre assistiamo alle solite polemiche strumentali sui livelli di inquinamento atmosferico in Lombardia e nel nord Italia, il governo è riuscito a ottenere una importante deroga di 10 anni per il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria. Senza questa deroga, le conseguenze per le regioni del bacino padano avrebbero portato alla desertificazione agricola e industriale”.

“Una follia - ha detto - evitata grazie al lavoro del governo Meloni e delle regioni interessate, su cui dovremo continuare a lavorare dal 10 giugno in poi quando potremo finalmente far prevalere un approccio meno ideologico alla transizione ecologica, che dovrà tenere insieme la sostenibilità ambientale e la salute dei cittadini con la competitività delle nostre imprese”. 

A lui ha risposto il capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia Pierfrancesco Majorino: “Carlo Fidanza rivendica un risultato che è terrificante per la Lombardia, perché dà l'alibi alla giunta Fontana per continuare sulla strada del negazionismo e dell'immobilismo di fronte al problema dell'inquinamento. La realtà è che la destra a livello lombardo nazionale ed europeo sta lavorando per impedire qualsiasi politica di innovazione e transizione ecologica”, conclude Majorino.

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