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Inquinamento

Aria: polveri sottili alle stelle nonostante le restrizioni da Coronavirus. Ma arrivano dall'Asia

Portate nel Nord Italia con i venti gelidi della scorsa settimana. In Slovenia il record assoluto di Pm10

L'aria di Milano, nel weekend del 28 e 29 marzo, è ridiventata inquinata. Colpa delle polveri sottili, in particolare le Pm10 (quelle "meno sottili"), schizzate a Milano a 83 microgrammi per metro cubo (sabato) rispetto a una soglia standard di 50 microgrammi. In questo periodo di emergenza Coronavirus, a causa delle restrizioni sugli spostamenti l'aria si era decisamente "ripulita", dimostrando peraltro che il traffico dei veicoli è un fattore determinante dell'inquinamento lombardo. 

Tuttavia non è l'unico fattore che provoca smog. Lo dimostra il dato di sabato, così come anche altre isolate giornate di questo periodo particolare. I fattori climatici sono a volte predominanti rispetto a quelli "umani", e così è stato in tutta la Pianura Padana negli ultimi giorni. 

E allora che cos'è accaduto tra venerdì e sabato nelle regioni del Nord Italia? Gli esperti hanno una risposta semplice: aria portata dall'Asia attraverso le correnti gelide che hanno anche abbassato notevolmente la temperatura. Correnti generatesi dai deserti del Karakorum, la catena montuosa che separa il Kashmir dalla Cina (e che ospita il maestoso K2), per poi dirigersi verso il Mar Caspio, portando con sé le polveri sottili.

E le regioni settentrionali d'Italia stanno anche "meglio" rispetto al record assoluto registrato da Lubiana, la capitale della Slovenia, con ben 400 microgrammi per metro cubo di Pm10 nel fine settimana. Già nella giornata di domenica, comunque, in attesa dei dati definitivi e convalidati, la situazione in Lombardia è migliorata notevolmente e, per lunedì, si preannuncia nuovamente aria pulita.

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