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Domenica, 21 Aprile 2024
Attualità Musocco / Via Pier Paolo Pasolini

La maxi opera d'arte di cartone di Milano (che oggi verrà distrutta)

Si tratta di una maxi porta di cartone realizzata con 1.500 scatole e 30km di nastro adesivo

È alta 16 metri, lunga 24 e pesa una tonnellata. È l'opera d'arte di cartone - 1500 scatole e 30 km di nastro adesivo - realizzata da diversi abitanti di Cascina Merlata insieme a Olivier Grossetête, uno degli artisti contemporanei più famosi al mondo per le sue opere pubbliche effimere prodotte con cartone e nastro adesivo. Connessioni, questo il nome dell'installazione realizzata in via Pier Paolo Pasolini a Milano, verrà distrutta nella giornata di domenica 9 luglio.

L'opera raffigura una monumentale porta urbana, un ponte, una torre. Le figure predilette da Grossetete sono le più svariate e a Cascina Merlata ha ideato proprio una gigantesca porta di ingresso, simbolo di un’ideale connessione tra i cittadini residenti nei tre quartieri coinvolti nel progetto.

Connessioni, è frutto del lavoro di 6 giovani artisti, selezionati per partecipare alla residenza Rebuild Our Future, Gonzalo Bascuñan, Larissa Bergamaschi, Marco Petrone, Gaia Michela Russo, Rebecca Sforzani, Tommaso Tresso, che hanno collaborato con i cittadini e le cittadine di 3 quartieri di Milano (Cascina Merlata/Gallaratese, Redo Merezzate e San Siro) assumendo un ruolo attivo nel processo artistico e realizzativo dell’opera stessa.

É stata a tutti gli effetti un’azione partecipativa, realizzata grazie all’entusiasmo del pubblico coinvolto e all'esplorazione dello spazio urbano insieme a chi lo vive. Domani, domenica 9 luglio, l’installazione verrà distrutta dagli stessi costruttori come rito collettivo e successivamente smaltita in modo sostenibile.

La maxi opera d'arte di cartone (foto Euromilano)

"Il lavoro con il cartone cerca di simulare opere architettoniche reali - ha spiegato Grossetête - ma c'è anche un significato più politico e sociale, attraverso il coinvolgimento delle comunità che chiamiamo a collaborare. Le persone vengono coinvolte in modo spontaneo e un po' anarchico, ma ognuno prende il posto che ritiene giusto prendere. Anche la distruzione è parte integrante del processo; desacralizza il risultato a favore del processo. Quello che mi interessa di più è il momento in cui il sogno e l'immaginario si incrociano con la realtà... Dopodiché non c'è più bisogno di tenerlo e può essere distrutto per far posto a qualcosa di nuovo. È come un atto rivoluzionario per fare spazio ai giovani. Affidare il progetto ai sei giovani artisti della residenza è anche un modo per coinvolgerli in un lavoro che di solito fanno degli specialisti".

Sull’utilizzo del cartone come materiale di costruzione, Grossetete aggiunge: "Il cartone è importante sotto diversi aspetti. In primo luogo perché è un materiale da imballaggio, ma l’imballaggio è solo apparenza, così come lo è anche l’architettura. La carta di cui è fatto il cartone idealmente ha due dimensioni, l’idea e l'immaginazione, a cui il cartone aggiunge una dimensione più fisica e reale. Come materiale è facile da usare perché le persone lo maneggiano tranquillamente e in più permette di essere lavorato senza grossi problemi. E poi può essere riciclato, non dimentichiamolo. La sua consistenza permette di fare opere monumentali, ma leggere ed effimere. Questo è un altro aspetto importante, perché comporta che il processo costruttivo sia più importante del risultato finale: la distruzione a priori sottolinea che è più importante il percorso partecipato di costruzione rispetto all’opera finale".

L’evento, ideato e promosso dall’associazione culturale LOPLOP con mare culturale urbano e Quartiere Digitale e realizzato in collaborazione con EuroMilano e Cascina Merlata Spazio Vivo, si inserisce all’interno del progetto Reclaim our future - realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, regione Lombardia e con il sostegno di Fondazione Maurizio Fragiacomo

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