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Ivan, poeta di strada, a processo per imbrattamento: "Ma uso vernici ad acqua"

Il procedimento dopo una denuncia delle guardie ecologiche volontarie

Ivan Tresoldi (Foto Silvia Paola Mussini, Fb)

"Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo"; "il futuro non è più quello di una volta"; "una pagina bianca è una poesia nascosta". Sono tre frasi che pressoché tutti i milanesi avranno, prima o poi, letto in giro per la città. Sui muri pubblici. Ebbene, l'autore di queste ed altre frasi - Ivan Tresoldi, "poeta di strada" - è ora a processo per imbrattamento.

Gli episodi di cui risponde risalgono al periodo tra il 2011 e il 2014, anche se la sua attività era iniziata molti anni prima. Ivan è ormai un punto di riferimento della poesia di strada milanese ma anche dell'arte in generale. Il caso giudiziario nasce da una scritta di fronte ad una biblioteca, da cui una denuncia da parte delle guardie ecologiche: davanti alla polizia locale, poi, Tresoldi ha esibito circa venti fotografie di altrettante frasi murali, autodenunciandosi anche per quelle.

Al giudice che lo ha interrogato ha risposto di non deturpare lo spazio pubblico perché le vernici da lui utilizzate sono ad acqua e si cancellano quindi con relativa facilità e, comunque, nel tempo vanno via. Un altro elemento che ha portato a sua difesa è il fatto che l'autorizzazione verbale dei cittadini gli pare sufficiente ad agire con la sua poesia di strada. 

Aggiornamento: il 28 settembre Ivan Tresoldi è stato condannato a pagare 500 euro di multa con le attenuanti generiche.

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