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La giunta regionale non ha presentato un testo di riforma sanitaria, l'aveva promesso per fine marzo

La commissione sanità avvia in autonomia l'iter per cambiare la legge, ma aspetterà comunque le linee guida di giunta e poi lascerà, sempre alla giunta, il compito di scrivere (a luglio) il nuovo progetto di legge. Le opposizioni protestano

La Lombardia dovrebbe avere una nuova legge sanitaria a novembre 2021. L'ufficio di presidenza della commissione sanità ha finalmente sbloccato l'iter di revisione della legge attualmente in vigore (la 23/2015) comunicandolo ufficialmente all'assessora al Welfare Letizia Moratti. L'iter è iniziato con l'audizione di Domenico Mantoan, direttore generale di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), l'ente governativo che offre supporto tecnico-operativo alle Regioni e alle aziende sanitarie.

Per il mese di maggio, la giunta regionale delibererà i temi chiave della modifica della legge; nel frattempo la commissione sanità inizierà ad ascoltare, con la presenza dell'assessora Moratti, i principali interlocutori del sistema sanitario regionale, purché siano rappresentativi in tutta la Lombardia. L'intenzione è di ascoltarne il più possibile: per questo, sono state decise tre sedute settimanali per due mesi, a maggio e a giugno.

A luglio la giunta approverà la legge di modifica della 23/2015 tenendo, ovviamente, conto del dibattito dei mesi precedenti in commissione. Questa, a settembre, dopo la pausa estiva, valuterà il testo di giunta e approverà emendamenti anche sulla base delle proposte delle parti sociali ascoltate a maggio e a giugno. Infine, a novembre il consiglio regionale approverà la riforma.

«Potenziare la sanità: un impegno di tutte le forze politiche»

Queste in massima sintesi le tappe proposte. «Il rilancio e il potenziamento del sistema sanitario regionale non può essere un interesse di parte ma deve necessariamente vedere tutte le forze politiche impegnate nella stessa direzione. Veniamo da mesi molto difficili in cui la pandemia ha inasprito la dialettica politica, ma ora c’è bisogno di uno sforzo per smorzare i toni e lavorare nel merito», ha commentato il leghista Emanuele Monti, presidente della commissione sanità.

«La commissione offrirà uno spazio di confronto e ascolto necessario, qualificando i lavori del consiglio regionale, in modo che la legge parta dai rappresentanti del sistema sanitario regionale e si concentri sugli aspetti da rafforzare della legge 23/2015 a partire dalle mutate condizioni di sistema e dallo sblocco alle assunzioni e ai fondi per sviluppare la medicina territoriale. Le realtà sociali saranno le protagoniste di questo percorso di rilancio del sistema sanitario lombardo», ha concluso Monti.

«Attendevamo per la fine di marzo la proposta della giunta, ma non è arrivata. Come commissione abbiamo il dovere di iniziare a lavorare alla riforma esercitando la funzione legislativa propria dell’assemblea. Non ci possiamo permettere altri ritardi, perciò abbiamo deciso di stravolgere i progetti dell’assessore. Saranno le audizioni, basate su un documento di indirizzo tecnico, che dovranno guidare i principi contenuti nell’eventuale proposta di legge che arriverà dalla giunta», ha aggiunto Gregorio Mammì del Movimento 5 Stelle, membro dell'ufficio di presidenza della commissione in rappresentanza delle minoranze.

La protesta delle opposizioni: «E' una presa in giro»

Le opposizioni in commissione sanità, tuttavia, non hanno preso bene il rinvio della proposta di legge della giunta che, come detto, era previsto per la fine di marzo. «Se la giunta non è in grado di fare una sua proposta ne prendiamo atto, è una delle tante problematiche della giunta lombarda. Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo le idee chiare e abiamo già depositato dei progetti di legge», ha replicato Marco Fumagalli, mentre Carlo Borghetti del Partito Democratico ha invitato la commissione ad elaborare un suo progetto di legge: «Non dobbiamo aspettare quello della giunta, siamo il consiglio regionale che ha, per legge, il compito e l'indirizzo delle politiche regionali».

«Il presidente Monti fa il paraculo», ha "affondato" Michele Usuelli di +Europa/Radicali, «nel senso del dizionario Garzanti che definisce paraculo 'persona furba e opportunista, abile nel fare il proprio interesse senza darlo a vedere'. Ha comunicato, come se nulla fosse, di dare avvio al percorso di modifica della legge sanitaria», con il calendario visto sopra che prevede, prima delle audizioni, un indirizzo politico di giunta sui temi chiave.

Usuelli ha poi ricostruito varie tappe sulla riforma della legge sanitaria: «La giunta, da settembre 2020, ha a disposizione le relazioni scritte dei saggi da lei nominati (e non le condivide con nessuno); il coordinatore dei saggi Caiazzo ha fatto già decine di audizioni sulla legge in vigore, cui mi risulta partecipasse anche il presidente della commissione sanità; a dicembre sono arrivate 70 pagine di relazione dell'Agenas. Nel 2019 per mesi abbiamo già audito gli stakeholder per un Piano Socio Sanitario Regionale che poi non è mai stato prodotto dalla giunta. Fino ad oggi ci è stato impedito di iniziare ogni tipo di iter in commissione sanità perché il presidente riteneva di attendere la proposta di legge della giunta. In riunione capigruppo il primo marzo la giunta ci ha comunicato che la proposta di legge sarebbe stata licenziata dalla finto entro la fine del mese, cioè oggi: la ormai famigerata politica degli annunci su tutto di Regione Lombardia». 

Poi l'affondo: «Il presidente Monti usa le audizioni per allungare i tempi, come foglia di fico inclusiva e partecipativa, per nascondere le profonde differenze di vedute della giunta sulla principale legge di assetto del sistema sociosanitario. La mia proposta: la giunta licenzi subito una bozza di progetto di legge. Su quella bozza iniziamo le audizioni, apriamo un confronto politico in commissione e diamo in tempi decenti una organizzazione al sistema sanitario lombardo».

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