Venerdì, 18 Giugno 2021
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"Un poliziotto sempre in pista": la storia di Bruno, l'unico agente d'Italia senza una gamba

In un libro la storia, speciale, dell'agente in servizio alla Questura di Milano. Il racconto

Bruno in divisa

Un ragazzo in un letto d'ospedale con un telefono in mano. All'altro capo del cellulare Franco Gabrielli, il capo della polizia. E quello stesso ragazzo che nonostante tutto, nonostante la vita gli abbia appena riservato una sorpresa tragica, sorride, ride.

Quel ragazzo, quel giovane immobile in una anonima stanza di un ospedale, è Bruno Varacalli. La sua carta d'identità dice che ha trentatré anni, che è nato a Locri e che di lavoro fa il poliziotto. Ma alla voce "segni particolari" ci sono riassunti tutti i suoi ultimi mesi: Bruno è infatti il primo e unico poliziotto d'Italia ad essere rimasto in divisa nonostante l'amputazione di una gamba. 

La sua storia è raccontata nel libro "Bruno Varacalli, un poliziotto sempre in pista", che l'agente ha scritto insieme alla giornalista Luisa Bove e che è stato presentato martedì mattina nella sala Scrofani della Questura di Milano, "casa" di Bruno. 

"Era il 5 settembre 2017, ero in autostrada in moto, sono stato travolto dallo pneumatico di un tir e poi da un altro tir. Ho perso la gamba destra, sono andato in coma e quando mi sono risvegliato ho chiesto «Ma perché a me?» - racconta il poliziotto -. Poi però ho deciso di ricominciare per me stesso e per non perdere tutto quello che avevo, tra cui la divisa". 

Foto - La copertina del libro

bruno varacalli libro-2

E a quella divisa Bruno tiene davvero tanto. "Nella sua semplicità è una grande persona, un grande poliziotto", le parole di Anna Laruccia, che oggi dirige il commissariato Sempione ma che ha avuto il 33enne con sé nei commissariati di Città Studi e Lambrate, dove il poliziotto ha lavorato al nucleo investigativo e poi in Volante. “La sua vocazione è aiutare la gente e in polizia è quello che fa. Per gli altri rappresenta un simbolo di speranza”, assicura la dirigente. 

Perché in fondo, nonostante quel comprensibile dolore del giorno dopo, Bruno ha ricominciato subito a sorridere - nel libro c'è proprio la foto di lui che sorride al telefono con Gabrielli -, la speranza non l'ha mai persa e alla fine ha vinto la sua battaglia perché, per dirla con le parole dell'autrice, "ha una voglia di vivere fuori dal comune". 

E con una voglia di vivere così gli obiettivi per il futuro sono tanti altri. Bruno, che è da poco diventato papà del piccolo Thomas, si sta infatti preparando per i prossimi Giochi Paraolimpici, è appena stato chiamato nel nuovo ufficio "vittime dei reati" della Questura di Milano e punta a entrare nella sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile. Lì, infatti, doveva essere assegnato prima dell'incidente e lì - giura - vuole arrivare. 

Il libro di Bruno e Luisa Bove sarà presentato domenica 17 novembre alle ore 10 alla società canottieri Milano, dove il giovane poliziotto si allena spesso. E i diritti d'autore dell'opera saranno donati dall'agente al fondo di assistenza della polizia di Stato per le vittime del dovere. Anche quella sarà un'altra vittoria di Bruno. 
 

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