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Martedì, 7 Dicembre 2021
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40 lavoratori licenziati da Lgd, Sì Cobas: "Vogliono imporre sfruttamento"

La replica del sindacato dopo l'annuncio dei licenziamenti in seguito alle accese proteste dei facchini

"Un fatto gravissimo che noi abbiamo appreso dai giornali". Così il sindacato Sì Cobas ha commentato la decisione della cooperativa Lgd di licenziare 40 persone in seguito alle molteplici e accese proteste dei lavoratori che si erano svolte davanti ai suoi stabilimenti nel corso dei mesi scorsi.

"La cooperativa Lgd del gruppo Brivio e Viganò ha licenziato 40 lavoratori dello stabilimento di Truccazzano che lavorano per Unes, già sospesi cautelarmente dal 23 agosto - ha spiegato in una nota il sindacato, che aveva guidato le manifestazioni - 'colpevoli' di aver scioperato il 19 e 20 agosto per l'applicazione dei contratti. Poi hanno dovuto lottare per un mese per tornare al lavoro, con la polizia che è intervenuta in forze a sgomberare i picchetti e a dare fogli di via ai lavoratori".

"Lgd - ha continuato a replicare la sigla sindacale dopo l'annuncio dei licenziamenti - nelle ultime due settimane ha finto di trattare con il Sì Cobas in una mediazione della Prefettura, per il rientro dei lavoratori, ma alla fine ha posto la condizione inaccettabile che si autoaccusassero di avere fatto una lotta 'sproporzionata' e quindi di avere inferto danni sproporzionati all'azienda per poi poterli denunciare e chiedere loro i danni. Lgd vuole eliminare il Sì Cobas, il sindacato scelto dai lavoratori dal magazzino Unes di Trucazzano per imporre lo sfruttamento che già c'è a Vimodrone, sempre al magazzino Unes, con il lavoro a cottimo e l'accondiscendenza della Cisl per aumentare i suoi profitti".

"L'atteggiamento di Lgd è ormai evidente (...), dietro a questi attacchi volti a mostrare gli operai come criminali si nasconde l'obiettivo economico di sostituirli con altri, non sindacalizzati e dal costo più ridotto - ha chiosato Sì Cobas -. Chiediamo solidarietà di tutti perché la lotta non serve solo a noi, ma a tutti coloro che credono nella giustizia sociale".

La posizione dell'azienda

La coop, con piattaforme logistiche a Truccazzano, Vimodrone e Pozzuolo Martesana, in un comunicato si era definita  "vittima di ben 18 blocchi violenti di merci e persone nell’arco di 4 settimane, ad opera di un gruppo di lavoratori". La decisione di lasciare a casa ben 40 operai, aveva scritto l'azienda, "è arrivata a valle di uno stato di agitazione proclamato su presunte irregolarità, poi cadute alla verifica dei fatti".

Guidati dal sindacato Sì Cobas, nelle scorse settimane decine di addetti alla logistica avevano dato vita ad accese proteste, motivate, secondo quanto avevano dichiarato i rappresentanti dei lavoratori, da ammanchi sullo stipendio e da alcune sospensioni cautelari dal lavoro. Ma l'azienda, già all'epoca, aveva rigettato ogni accusa. 

Le proteste

A settembre per sgomberare gli operai in sciopero era intervenuta anche la polizia di Stato e a Pozzuolo, in particolare, i facchini erano stati spostati di peso dopo aver bloccato gli accessi all'impianto. "La protesta - avevano spiegato Sì Cobas - è stata organizzata nell'ambito di una vertenza contro il gruppo Unes". La Lgd, infatti, lavora come azienda subappaltatrice per Brivio&Viganò Logistics nella gestione di magazzino nei depositi Unes di Truccazzano e Vimodrone.

40 lavoratori licenziati 

"Tali manifestazioni, illecite e spesso violente, pongono Lgd di fronte al concreto rischio di sopravvivenza economica, considerando che la cooperativa occupa altri 1.200 lavoratori, tra dipendenti e soci", continua la società in una nota che spiega le motivazione alla base del licenziamento di 40 dei suoi dipendenti.

“Ancora oggi - continua Giuseppe Ghezzi, presidente di Lgd - non comprendiamo la ragione della violenza delle azioni poste in essere, sfociate anche in una aggressione fisica nei confronti di un dipendente che si recava al lavoro nel sito di Pozzuolo Martesana (...). Questa decisione, seppur difficile, è la conseguenza di azioni irresponsabili, senza alcun fondamento concreto, che non possono non essere sanzionate anche nel rispetto degli altri lavoratori che hanno subito queste continue provocazioni senza far mancare mai il loro impegno”.

A rimanere feriti durante le proteste dello scorso mese erano stati tre manifestanti, tra cui un 47enne, portato in ospedale in verde, che sarebbe stato urtato dal Suv di uno dei manager che cercava di entrare nella ditta. 

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