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Una delle proteste sotto la Regione

Una delle proteste sotto la Regione

Al liceo Bottoni di Milano lezioni in presenza, all'aperto: "Vogliamo tornare a scuola in sicurezza"

A concedere la simbolica 'riapertura' la preside Giovanna Mezzatesta, schierata al fianco degli studenti contro la Dad, che afferma "spero scuole riaprano prima dei bingo"

Il liceo scientifico Bottoni di via Mac Mahon riapre, simbolicamente, ai suoi studenti con lezioni in presenza nel cortile, tra banchi a rotelle daventi al portone, pc e auricolari.Succede mercoledì 25 novembre dopo che la preside Giovanna Mezzatesta nei giorni scorsi ha autorizzato il ritorno in presenza - rigorosamente all'aperto, con mascherine e distanziamento - per dire basta alla didattica a distanza.

Mezzatesta presente al sit-in dei suoi studenti ha dichiarato: "I ragazzi sono arrabbiati per esser stati dimenticati. In estate abbiamo fatto un lavoro importante interno, in mancanza invece di un lavoro esterno su temi quali trasporti o tracciamento”. La richiesta della dirigente scolastica è quella di "riaprire almeno un giorno prima dei bingo. Gli studenti oggi stanno spiegando bene le loro priorità, io dal canto mio chiedo di riaprire in sicurezza, e il prima possibile. Anche se la mia vera paura è una terza ondata, che tra piste da sci e appunto sale bingo abbia il risultato di tenere ancora chiusa la scuola superiore”.

La protesta degli studenti milanesi

“Serve dare priorità alla scuola e investire su tanti aspetti, dai trasporti all’edilizia scolastica”, afferma Loris Scivoletto, rappresentante d’istituto del Bottoni, che insieme ai rappresentanti di altre dodici scuole milanesi - dal Manzoni al Berchet, dal Carducci all’Einstein - ha firmato una lettera indirizzata al premier Conte, al ministro all’Istruzione Azzolina, al presidente della Regione Lombardia Fontana e al sindaco di Milano Sala per chiedere nuovi strumenti sia per la Dad che per il ritorno in presenza.

Tra le richieste degli studenti delle scuole superiori milanesi, che nei giorni scorsi avevano più volte manifestato pacificamente sotto Palazzo Lombardia (incontrando anche Fontana), l'introduzione del wi-fi in tutte le classi e la formazione dei docenti che si trovano in difficoltà con l'uso di nuove tecnologie imposte dalla didattica a distanza. I ragazzi chiedono inoltre "un piano per incrementare i mezzi di trasporto e il controllo dell’effettivo scaglionamento delle entrate negli istituti" e "una particolare attenzione per le quinte che quest’anno dovranno affrontare una prova di maturità a seguito di un anno che si prospetta pieno di vicissitudini". 

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