Bielorussi ancora in piazza a Milano. Intanto a Minsk la polizia continua la repressione

300 arresti in un giorno nella capitale bielorussa, tra cui decine di giornalisti

Foto Iryna Khineika/Fb

Riconteggio dei risultati delle elezioni presidenziali del 4-9 agosto, liberazione dei prigionieri arrestati finora, condanna di coloro che si sono resi responsabili delle violenze contro le manifestazioni pacifiche e i loro partecipanti. Lo continuano a chiedere i bielorussi, in patria e all'estero, organizzando manifestazioni anche a Milano, l'ultima domenica 11 ottobre in via Mercanti.

Domenica, a Milano, erano presenti anche delegazioni di Più Europa (con il neo-coordinatore cittadino Stefano Leanza) e del Partito Democratico (con i consiglieri comunali Diana De Marchi e Carmine Pacente e la deputata Barbara Pollastrini, che la settimana scorsa era a Minsk). Qualche giorno prima, alcuni rappresentanti della comunità bielorussa milanese avevano incontrato l'arcivescovo Mario Delpini per un colloquio privato.

Intanto a Minsk e nelle altre cità della Repubblica di Belarus la polizia continua a (cercare di) reprimere il dissenso con arresti indiscriminati e percosse. L'11 ottobre la polizia ha lanciato granate e gettato acqua con le pompe sui manifestanti. Si sono contati circa 300 arrestati, tra cui decine di giornalisti, e molte persone sono state bloccate e picchiate mentre erano a terra. Le manifestazioni continuano ad essere contraddistinte da modi assolutamente pacifici, a ci la polizia risponde con le armi e la repressione. Ha fatto il giro del web la fotografia, scattata a Minsk l'11 ottobre, del militare che punta un fucile a una donna inerme con l'ombrello aperto.

L'Unione Europea, recentemente, ha disposto sanzioni a una quarantina di bielorussi, tra cui alcuni rappresentanti del governo e della commissione elettorale centrale.

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