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La protesta a Milano contro la dittatura bielorussa

Il presidio in largo Cairoli dopo il dirottamento del volo Ryanair ordinato da Lukashenko per arrestare un giornalista. Hanno partecipato diversi esponenti politici milanesi

Anche a Milano si è svolta una manifestazione nell'ambito della giornata globale di solidarietà al popolo bielorusso dopo l'episodio del dirottamento del volo Ryanair Atene-Vilnius all'aeroporto di Minsk, domenica 23 maggio, con lo scopo di arrestare l'attivista e giornalista di 26 anni Roman Protasevich, a bordo del velivolo. In Belarus, da agosto 2020, la popolazione protesta contro i brogli alle elezioni presidenziali che hanno assegnato la vittoria ad Aleksandr Lukashenko, al potere dal 1994. Proprio in questi giorni è trascorso un anno dall'arresto del blogger Serghei Tikhanovsky, che avrebbe voluto candidarsi alle presidenziali: lo ha fatto, al suo posto, la moglie Svetlana Tikhanovskaya.

Alla fine del presidio milanese, gli attivisti hanno fatto volare decine di aeroplanini bianchi di carta. Alla manifestazione hanno aderito diversi partiti e alcuni esponenti politici hanno preso la parola. Tra questi, l'eurodeputato Pierfrancesco Majorino, la deputata Barbara Pollastrini e la consigliera comunale di Milano Diana De Marchi per il Partito Democratico, Tiziana Elli per i Giovani Democratici, Yuri Guaiana per Più Europa e per l'associazione radicale Enzo Tortora, Roberto Cociancich per Italia Viva, Francesco Biglieri per Articolo Uno.

Dirottamento, «sfida alla democrazia e alla libertà»

Negli interventi è stato posto l'accento sull'esempio che i «protestanti» bielorussi mostrano a tutta Europa scegliendo, come "collante" della loro azione, il pacifismo e la non violenza. L'Unione europea ha duramente condannato la repressione di Lukashenko fin dall'inizio. Guaiana ha proposto di istituire un "corridoio" umanitario per consentire di scappare «da quell'inferno» a chi lo desidera. Majorino ha parlato del dirottamento come di una «sfida ai nostri valori di libertà» e ha espresso la necessità di aumentare la pressione su Lukashenko, mentre Pollastrini si è concentrata sulla forza e la compostezza delle donne bielorusse nella loro protesta pacifica e sulla necessità tenere viva l'attenzione, non smettere di parlare della situazione bielorussa «come in un tam tam mondiale».

Irina Mantsevich ed Ekaterina Ziuziuk, che hanno condotto la manifestazione, hanno ricordato che, in Belarus, mostrare i colori biancorossi della bandiera che venne usata dall'indipendenza del 1991 al 1995 è di per sé un reato equiparabile alla manifestazione non autorizzata, per il quale si rischia da una multa a quindici giorni di reclusione. «Ma, una volta che si è entrati nell'attenzione del regime, non si sa quale sarà il proprio destino», hanno aggiunto. A Milano è stato anche commemorato il 50enne Vitold Ashurak, condannato a gennaio a cinque anni di reclusione per avere partecipato ad una manifestazione e morto in un carcere. Ufficialmente per arresto cardiaco, ma alla famiglia è stata consegnata la salma con la testa bendata.

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