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Gli animalisti davanti al Pirellone: "No a leggi permissive sulla caccia"

La manifestazione dopo l'annuncio di alcuni neo consiglieri di voler reintrodurre la caccia in deroga e altri provvedimenti che farebbero di nuovo scattare la procedura d'infrazione europea

Salvaguardare gli animali selvatici, che sono un bene comune e (secondo il codice civile) un patrimonio indisponibile dello stato. Con questo scopo si sono dati appuntamento, davanti al Pirellone, attivisti di varie associazioni ambientaliste e animaliste, giovedì 2 marzo. "Le recenti elezioni regionali - scrivono in una nota - hanno ancora una volta dimostrato come i cacciatori, una minoranza della popolazione (0,5% dei cittadini lombardi), continuino a condizionare assurdamente la politica regionale". 

L'accusa è diretta a quei neo consiglieri che hanno già annunciato provvedimenti legislativi ritenuti illegittimi dalle associazioni, come la riapertura di impianti con reti da uccellagione, sanatoria dei richiami vivi detenuti illegalmente e altro ancora. "E si vorrebbero fermare - denunciano le associazioni ambientaliste - anche le attività anti-bracconaggio poste in essere dai carabinieri forestali nel 'black spot' delle valli bresciane e bergamasche, dove ogni autunno avviene un vero massacro di uccelli migratori".

Sull'Italia, peraltro, pende una procedura d'infrazione per violazione della direttiva europea sugli uccelli, procedura d'infrazione che è stata sospesa grazie al piano nazionale anti-bracconaggio e la chiusura della caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti. "Se nel futuro si abbassasse la guardia nel contrasto del bracconaggio o si riaprisse la caccia in deroga, scatterebbe automaticamente la riapertura della procedura d’infrazione europea", notano le associazioni, chiedendo che il prossimo calendario venatorio regionale non dimentichi di occuparsi di specie in stato di declino, come allodola, pavoncella, tortora selvatica, moretta e moriglione. Infine è ancora in attesa di approvazione, dal 1993, il piano faunistico (mai redatto) e la tutela dei valichi di migrazione.

Al presidio delle associazioni hanno partecipato Associazione Vittime Caccia, Cabs, Circoli Legambiente Brescia, Enpa, Ebn Italia, Gaia, Gol, Gruppo Intervento Giuridico, Lac, Lav, leal, Leidaa, Lipu, Oipa, Pro Natura Lombardia e Wwf Lombardia, insieme ai neoeletti consiglieri regionali Luca Paladini (Patto Civico Majorino Presidente), Onorio Rosati (Alleanza Verdi-Sinistra), Paola Pollini e Paola Pizzighini (Movimento 5 Stelle). Presenti anche Carlo Monguzzi e Francesco Fortinguerra di Europa Verde.

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