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Sindacati in Duomo (Foto Fb/Cgil Milano)

Sindacati in Duomo (Foto Fb/Cgil Milano)

Protesta in Duomo: "Sanitari chiamati eroi ma da 14 anni gli è scaduto contratto, vergogna"

A concludere l'iniziativa dei sindacati gli interventi sul palco di Elena Lattuada (Cgil Lombardia), Danilo Margaritella (Uil Lombardia) e Annamaria Furlan (segretaria generale Cisl)

Ripartire dal lavoro dopo l'emergenza coronavirus. È quanto chiedono Cgil, Cisl e Uil che nella mattinata di venerdì 18 settembre hanno manifestato in piazza Duomo in occasione della giornata di mobilitazione nazionale indetta dai tre sindacati. La segretaria generale di Cisl Annamaria Furlan ha messo in luce il problema del rinnovo dei contratti soprattutto nella sanità privata.

La protesta

"Ammortizzatori sociali e vertenze aperte, riforma fiscale e lotta all’evasione, rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati; diritto all’istruzione e ad una scuola sicura; sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, conoscenza, cultura; investimenti, politiche industriali, digitalizzazione, lavoro stabile e sostenibile; Mezzogiorno; legge per la non autosufficienza, previdenza, inclusione sociale". Questi, come si legge in una nota delle tre sigle sindacali, i temi al centro della protesta.

A concludere l'iniziativa gli interventi di Elena Lattuada (Cgil Lombardia), Danilo Margaritella (Uil Lombardia) e Annamaria Furlan. "L'emergenza pandemica ha messo al centro la salute - ha detto dal palco Lattuada -. Quello che è accaduto in questi mesi, quello che è cambiato è anche frutto di una consapevolezza e di una coscienza collettiva sulla necessità di cambiare il modello di sviluppo, perché il profitto non può più essere la priorirà. Il nostro punto di riferimento deve essere la difesa di lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate".

"Milano ha dato tanto a questo paese, ne è stata la locomotiva e deve tornare ad esserlo ma nel riconoscimento sociale del lavoro - ha affermato Furlan -. Oggi e il momento di ricostruire e vogliamo farlo attraverso il cambiamento profondo che è avvenuto nella nostra Europa. Milioni di lavoratori, nel pubblico e nel privato, aspettano il rinnovo del contratto. Quelli della sanità privata, addirittura, sono stati definiti eroi, ma è da 14 anni che aspettano il rinnovo del contratto, è una vergogna".

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