Parchi e giardini: il Comune chiede a MM lo studio di fattibilità, gestione tornerà pubblica

La svolta già annunciata a dicembre

Come annunciato, MM effettuerà uno studio di fattibilità per gestire in proprio il patrimonio verde della città di Milano. La giunta ha affidato alla società, partecipata al 100% dal Comune, l'incarico di verificare le condizioni di fattibilità per valorizzare le infrastrutture verdi in linea con le politiche sulla transizione ambientale, assicurare un efficientamento della gestione e della manutenzione del verde pubblico ottimizzando i costi, perseguire una più efficiente ed efficace attività di presidio e controllo dei servizi erogati.

La proposta tecnico-economica dovrà essere presentata entro la fine di febbraio. Si tratta di curare e gestire 18 milioni e 385 mila metri quadrati di aree verdi pubbliche sul territorio comunale, comprensive di parchi di grandi dimensioni, giardini, aiuole, aiuole spartitraffico, alberi, 360 aree cani e 912 aree gioco. Come avviene oggi, il servizio di manutenzione dovrà comprendere non solo il verde in senso stretto ma anche la manutenzione delle attrezzature sportive, delle aree gioco, delle aree cani, dei percorsi, delle pavimentazioni, delle panchine, degli impianti di irrigazione e recinzioni.

Manutenzione del verde: le richieste del Comune

L’offerta dovrà assicurare un miglioramento della gestione per quanto riguarda le "operazioni colturali" e garantire un mantenimento degli standard manutentivi, un'idonea dotazione dell’attrezzatura e dei mezzi operativi per lo svolgimento del servizio, una programmazione degli interventi. Dovranno inoltre essere garantiti la gestione delle emergenze, l’utilizzo di un sistema informativo e una struttura operativa per lo svolgimento del servizio. La gestione del patrimonio a verde dovrà infine essere ispirata a criteri innovativi e di sostenibilità, garantendo che le attività siano realizzate minimizzando gli impatti sull’ambiente.

Il passaggio di gestione a MM avverrà probabilmente in autunno 2021. Il contratto con il consorzio che attualmente gestisce il verde pubblico è scaduto da qualche mese, ed è in regime di proroga (prevista) fino a primavera del 2021: l'amministrazione pensa ad una ulteriore proroga di circa sei mesi. L'appalto milanese di gestione del verde vale dai 15 ai 20 milioni di euro all'anno. 

Forza Italia: «Meglio una gara per le imprese lombarde»

Qualche contestazione arriva dalle opposizioni. «Dopo i disastri delI'ultima nevicata, con centinaia di alberi abbattuti per incuria, il Comune vuole correre ai ripari affidando la gestione del Verde alla Mm, cioè a una sua municipalizzata che non si è mai occupata di verde e tantomeno di parchi», dichiara Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. «Dopo aver prorogato per due volte, per un anno e mezzo e senza far gara, il servizio manutenzione del verde a un raggruppamento romano-calabrese, il Comune decide di gestire in proprio i parchi: questo significa che dovranno essere acquistati macchinari, assunte centinaia di persone e affidato ad una società senza esperienza e competenza un patrimonio verde immenso. La strada dovrebbe invece essere quella di selezionare con gara le migliori aziende florovivaistiche lombarde e aumentare la capacità di controllo e progettazione del verde pubblico».

Pieno sostegno invece da Enrico Fedrighini, consigliere dei Verdi-Sinistra x Milano, che aveva già sottolineato i vantaggi di una gestione "in proprio", come tassello per generare un'economia circolare: «Riportare in sede pubblica il controllo della manutenzione del verde può diventare un elemento cruciale di sviluppo dell'economia circolare urbana. Qualche esempio? La produzione di compost da sfalci e potature; il riutilizzo dello stesso per la cura di verde e orti sia pubblici che privati (zero trasporti verso impianti esterni, zero emissioni, zero impatto); il potenziamento della biodiversità urbana; la creazione e il coinvolgimento di nuove competenze a servizio del verde pubblico (esempio concreto: al parco Monte Stella è in corso il primo progetto di invarianza idraulica di un parco urbano, condiviso fra Comune e associazioni)».

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