Milano: la manutenzione del verde passerà al Comune, la farà MM

"Rivoluzione" dopo anni di gestione privata. Maran: «Il verde sarà sempre più comunitario». Fedrighini (Verdi): «Tassello per sviluppare l'economia circolare urbana»

La manutenzione e gestione del verde a Milano tornerà in mano pubblica, quasi sicuramente a MM, partecipata al 100 per cento dal Comune. Succederà, presumibilmente, non prima dell'autunno del 2021, anche perché, come ha spiegato l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran in commissione a Palazzo Marino, il "passaggio di consegne" in primavera avverrebbe nel periodo più critico dell'anno: è infatti il periodo in cui il lavoro si intensifica per il taglio dell'erba.

Il contratto con il consorzio che attualmente gestisce il verde pubblico è scaduto da qualche mese, ed è in regime di proroga (prevista) fino a primavera del 2021: l'amministrazione pensa ad una ulteriore proroga di circa sei mesi e, intanto, ha già chiesto a MM una prima valutazione sulla fattibilità tecnica da parte dell'azienda che gestisce già il servizio idrico e le case popolari comunali.

«Il nostro appalto, che varia tra i 15 e i 20 milioni di euro all'anno, è quasi un unicum in Italia per dimensioni, tanto è vero che anche la gara precedente venne partecipata da consorzi appositamente costituiti e non da aziende già in attività. In questi mesi post-pandemia abbiamo avviato una riflessione per ragionare su una questione di principio: ha senso continuare con questa modalità di gara o ci sono le condizioni per tornare a una presenza pubblica più forte?», ha spiegato Maran in commissione ricordando i venti nuovi parchi e i tre milioni di alberi in più entro il 2030, dunque un quadro di investimenti notevole, «da accompagnare con scelte manutentive che reggano l'impatto».

Ma non solo manutentive: secondo l'amministrazione, il verde deve diventare sempre più «un progetto di natura comunitaria», con associazioni e anche singoli cittadini impegnati in progetti condivisi nei parchi. La giunta, nelle prossime settimane, darà quindi la proroga fino ad autunno all'attuale consorzio e intanto darà mandato a MM per una valutazione più dettagliata.

Verde pubblico: «Tassello per l'economia circolare»

«Pieno e convinto sostegno dal punto di vista politico ma soprattutto per le capacità di sviluppo a catena che può generare», ha commentato Enrico Fedrighini, consigliere dei Verdi-Sinistra x Milano: «Riportare in sede pubblica il controllo della manutenzione del verde può diventare un elemento cruciale di sviluppo dell'economia circolare urbana. Qualche esempio? La produzione di compost da sfalci e potature; il riutilizzo dello stesso per la cura di verde e orti sia pubblici che privati (zero trasporti verso impianti esterni, zero emissioni, zero impatto); il potenziamento della biodiversità urbana; la creazione e il coinvolgimento di nuove competenze a servizio del verde pubblico (esempio concreto: al parco Monte Stella è in corso il primo progetto di invarianza idraulica di un parco urbano, condiviso fra Comune e associazioni)».

Sul fronte delle opposizioni, assenso dal Movimento 5 Stelle e da Basilio Rizzo di Milano in Comune-Sinistra Costituzione, che però preferirebbe che fosse il Comune, direttamente, a occuparsene: «E' curioso che, se vogliamo fare delle cose, le facciamo fare alle nostre Spa dicendo che, tanto, è la stessa cosa. Ma le Spa hanno regole diverse da quelle dell'amministrazione comunale. In passato, di fronte a rischi di licenziamenti in MM, si era scelto di attribuirle nuovi compiti per difendere il lavoro. Oggi non credo che siamo in questa posizione. Se vogliamo che il verde sia a gestione pubblica, ci pensi direttamente l'amministrazione comunale». 

Stessa posizione espressa da Fabrizio De Pasquale di Forza Italia: «Esiste nell'amministrazione il settore Parchi e Giardini, che negli ultimi vent'anni ha acquisito competenza, mentre MM dovrà impadronirsi della materia da zero. Piuttosto si approfitti del cambio di gestione per concentrarsi sulle nuove esigenze segnalate dai cittadini: maggior controllo dell'apertura e chiusura dei parchi, maggiore pulizia delle aree cani, manutenzione anche dell'arredo urbano, migliorare l'innaffiamento».

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