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I ragazzi nel cortile del Manzoni

I ragazzi nel cortile del Manzoni

Pizze, brioche e il saluto dei prof: tutti al fianco dei ragazzi che hanno occupato il Manzoni

Tanta solidarietà per gli studenti che hanno occupato il Manzoni contro la Dad

L'affetto dei residenti nel quartiere. I piccoli gesti dei proprietari dei bar della zona. E il saluto dei loro insegnanti. Non sono soli, evidentemente, i ragazzi che martedì mattina hanno deciso di occupare il liceo Manzoni di Milano per protestare contro la didattica a distanza e contro l'ennesimo rinvio, causa covid, della riapertura delle scuole. 

I giovani, infatti, hanno ricevuto la solidarietà dei professori, oltre che tante brioche e focacce da genitori e altri studenti, che mercoledì mattina sono passati dalla scuola, che è rimasta simbolicamente occupata anche durante la notte. Già martedì mattina - quando era iniziata la protesta - uno dei bar di via Orazio aveva portato della pizza per pranzo. 

Ad occupare la sede di via Orazio erano stati una cinquantina di liceali, accorsi martedì con zaini, tende e sacchi a pelo. Il gesto, hanno messo in luce i ragazzi, voleva ribadire il "dissenso contro le continue decisioni e promesse fasulle che vengono fatte ogni giorno" nei loro confronti. 

"Manzoniani e manzoniane, oggi ci siamo ripresi/e la nostra scuola", aveva scritto su Facebook il Collettivo Manzoni nell'annunciare l'iniziativa, che aveva visto gli studenti sistemarsi - sempre mantenendo le distanze - nel cortile principale dell'edificio. La preside Milena Mammani aveva chiamato le forze dell'ordine che avevano identificato tutti i presenti e nel frattempo alcuni genitori si erano radunati all'esterno del liceo per sostenere la protesta dei figli.

"Come studenti e studentesse - si leggeva in un post del Collettivo Manzoni - è ormai da fin troppo tempo che veniamo trascurati/e, poiché in Italia la scuola non è assolutamente al primo posto tra le priorità. Chiediamo protocolli univoci e chiari che propongano soluzioni reali per migliorare la situazione in cui ci ritroviamo da quasi un anno. Non ci fermeremo finché la scuola non sarà resa un posto migliore e finché non verrà riaperta in sicurezza. Voi ce le togliete, noi ce le riprendiamo: il Manzoni c'è".

Alla fine, dopo un lungo tira e molla con le forze dell'ordine, venti ragazzi sono rimasti in un'aula per la notte. E in mattinata hanno ricevuto l'abbraccio di gran parte del quartiere.

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