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Marco Zappa, medico di Fedez, lascia il Fatebenefratelli: "Deluso dal sistema sanitario nazionale"

Il dottore dice addio all'Asst Fatebenefratelli Sacco, in polemica con il sistema sanitario

Fine della corsa. Marco Antonio Zappa, eccellenza mondiale della chirurgia addominale, il medico che a fine settembre curò in urgenza Fedez per il sanguinamento di due ulcere e che il rapper ringraziò pubblicamente uscendo dall'ospedale, dice addio al servizio sanitario nazionale per il quale ha lavorato da inizio carriera. Da oggi, primo marzo, non è più direttore dell'Uoc di Chirurgia generale dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano. 

Dopo oltre 40 anni di sistema sanitario nazionale, "sono troppo stanco e deluso da un sistema pubblico a cui tutto quello che sono, che ho fatto, che ho dato non interessa affatto". Un sistema dove "uno vale uno. La verità è questa, ci ho messo tanto, ma finalmente l'ho capito e non ci sto più. Lascio", annuncia Zappa, 63 anni compiuti a Natale, sfogando tutta la sua amarezza in un'intervista all'Adnkronos Salute. "Non smetterò di lavorare, di essere un chirurgo, di esercitare il mestiere più bello del mondo - precisa - ma offrirò nuovi progetti ai miei sogni e ai miei pazienti". 

Nato a Milano ma brianzolo doc, benemerito del comune di Limbiate, Zappa ha un curriculum lungo 90 pagine. Già al vertice della Sicob, la Società italiana di chirurgia dell'obesità di cui ora è past president, ha all'attivo 5mila interventi, l'80% dei quali di altissima chirurgia in laparoscopia e il 20% in urgenza. "La totale indifferenza del sistema - confessa lui - la mancanza di rispetto, umano e professionale, è la cosa che fa più male". Per andarsene il chirurgo ha fatto domanda di pensione, "avendo riscattato 11 anni. Ma se avessi voluto - puntualizza - sarei potuto restare direttore nel pubblico altri 8 anni", anche considerando che "a ottobre mi è stato rinnovato l'incarico". 

Di fatto, dunque, la sua è una dimissione. Un addio che arriva dopo "29 anni al Policlinico di Milano, 9 anni all'ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba" nel Comasco "e 5 anni e mezzo qui al Fbf-Sacco". Dai tempi della specializzazione fino al primariato o alla direzione di dipartimento, "ho sempre lavorato nel pubblico e lottato per il pubblico", rivendica Zappa. "Ci ho sempre creduto - dice all'agenzia -. Dove sono arrivato ho sempre cercato di portare progetti, persone e competenze. Credo però che non sia importato niente a nessuno e non lo accetto più". "Il mio telefono era ed è sempre acceso", continua Zappa. "Mi sono messo a disposizione ogni giorno, ogni notte, ogni festivo. Mi alzavo al mattino alle 5 e mezza e arrivavo in ospedale che era ancora buio. Lo facevo perché è l'esempio che conta, non le parole. Perché i miei ragazzi pensassero 'se lui è qui, ci devo essere anch'io'; 'se lui vede i malati per primo, voglio farlo anch'io'. Ci ho messo tutto me stesso, con la squadra e per la squadra: la mia professionalità, il mio cuore, la mia passione". 

"Non posso più restare in un sistema dove chi più vale più dà fastidio, dove più dai e più sembrano volerti togliere. Lascio il posto a chi saprà convivere con certe logiche, a chi sarà migliore di me o più accomodante, a chi accetterà di muoversi in un ingranaggio che ormai non ha più olio", sottolinea. Le proposte di lavoro gli arrivano a decine, ma Zappa chiarisce: "Voglio accettare solo posti che mi daranno progetti di vita e di professione. Dei soldi non mi importa, mi interessa potermi guardare sereno allo specchio" e ritrovarci "lo sguardo che chiedo a chi entra nel mio team. A tutti dico 'da te voglio una sola cosa: voglio che tutte le mattine, guardandoti, io possa ricordarmi chi ero'". Se da un lato il chirurgo di Fedez sente "il peso di una decisione sofferta che va contro la mia natura di guerriero", dall'altro prova "sollievo e un senso di serenità insperato". 

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