Venerdì, 17 Settembre 2021
Attualità Forlanini / Viale Enrico Forlanini

Apertura in ritardo e torrini fuori dalle case: la M4 è già la metro della discordia

Mercoledì commissione comunale per fare il punto sulla M4. Le polemiche non mancano

Era tutto già nell'aria. Bastava affidarsi al cronoprogramma originale - che andrà rivisto "in negativo" - per capire che il taglio del nastro non sarebbe arrivato. Né tanto meno arriverà nel futuro più immediato. La metro M4 di Milano, la nuova linea che attraverserà la città da est a ovest, non aprirà prima di un anno. Nonostante le prima tratta Linate-Forlanini sia sulla carta pronta, la Blu resterà ancora poco più che un cantiere. 

L'ufficialità definitiva è arrivata mercoledì durante la commissione mobilità. A dettare l'agenda - ripetendo quanto già era emerso - è stato l'assessore alla mobilità, Marco Granelli: "Attiveremo il servizio della linea M4 quando ci saranno le condizioni e noi riteniamo, considerando i dati di oggi di Linate, che queste condizioni potranno esserci quando la linea raggiungerà Dateo, ovvero verso la fine del 2022", ha detto l'esponente di palazzo Marino. 

A pesare è la scarsa affluenza di passeggeri a Linate, che secondo il comune non giustificherebbe l'apertura delle tre fermate già pronte, Linate, Repetti e Forlanini. "Il collegamento con Dateo significa il collegamento con il passante e con i diversi quartieri della città e quindi l'utilizzo della metropolitana varrebbe non solo per Linate", ha rimarcato Granelli. 

"Se nel frattempo i numeri di Linate cambieranno, siamo pronti a intervenire e modificare la decisione", ha aggiunto l'assessore. "Per la stazione di Dateo, come d'accordo, il termine lavori previsto è settembre 2022: a questa data vanno aggiunti i tre mesi di ritardo dovuti alla chiusura del Covid. Pertanto si andrà a fine 2022" per vedere in funzione la nuova Blu. 

Il caso torrini

I ritardi - causa covid, ma non solo - non sono però l'unico problema della nuova M4, già diventata la metro della discordia. In commissione si è affrontato un altro guaio e si è parlato dei torrini di oltre sette metri di altezza sistemati davanti ai palazzi e necessari per garantire il ricambio d'aria nei mezzanini della metro. 

Nel dettaglio le strutture raggiungono punte di 6 metri - ai quali va aggiunto un altro metro e mezzo per le coperture - e si trovano in via Foppa, via Lorenteggio, Segneri e in centro, tra San Vittore, De Amicis e piazza Vetra. 

Dopo le polemiche e la rabbia dei residenti - che mai avevano visto le costruzioni nei progetti -, il comune si è detto pronto a trovare una soluzione. La novità prospettata da Granelli è abbassare i torrini di un paio di metri - tre dove possibile -, oltre che di "abbellirli" con piante e opere di street art. 

Una promessa che, evidentemente, non soddisfa chi si è trovato i "comignoli" a due passi dal balcone di casa. “La mitigazione proposta dal comune per mitigare il danno arrecato dai torrini M4 è insufficiente, secondo i residenti e i cittadini tutti", l'attacco di Orietta Colacicco, segretario e portavoce del "Comitato Foppa Dezza Solari" e coordinatore mobilità di Piattaforma Milano. "Portare l’altezza da 7,5 metri a 5,5 comunque lede come minimo chi abita o lavora al piano terreno o al primo piano. Ma il danno non è solo di chi perde la luce a causa del camino, un danno che certamente è opponibile e risarcibile, ma c’è un danno anche per chi abita nel palazzo, nel quartiere, nella città. È una perdita per il decoro urbano", il suo j'accuse.

Al comune il compito di trovare la quadratura del cerchio. Sempre aspettando che la M4 compia il suo primo viaggio.  
 

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