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Repertorio

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Bambina disabile, Milano Ristorazione sbaglia la dieta più volte (e non contatta la famiglia)

Il caso di una mamma, lettrice di MilanoToday, e della sua odissea che ora, per fortuna, sembra risolta

Milano Ristorazione sbaglia la dieta per la figlia, che ha una grave disabilità, nonostante dovesse semplicemente replicare quella dell'anno scorso, e non una volta ma più volte, costringendo peraltro i genitori a "rincorrere" l'azienda che si occupa dei pasti nelle mense scolastiche per avere spiegazioni e risposte. Un'odissea temporale di alcune settimane che, con una organizzazione più efficiente, poteva senz'altro essere evitata. 

La protagonista - involontaria - di questa vicenda è una bimba milanese di quattro anni affetta da "ritardo psicomotorio generalizzato", che investe sia le capacità motorie sia quelle cognitive. Ad esempio cammina appena da otto mesi e non parla, per cui dev'essere seguita costantemente. E, non potendo masticare, è costretta a mangiare cibi tritati, frullati e così via.

Nel 2017/2018, primo anno di scuola materna, tutto ha funzionato per il meglio: Milano Ristorazione ha procurato per lei la dieta personalizzata senza alcun intoppo. Per l'anno nuovo si trattava semplicemente di replicare la stessa dieta, così i genitori della piccola hanno copiato la dieta precedente e l'hanno presentata agli uffici. 

"Sua figlia è allergica", ma non è vero

All'inizio dell'anno, il 5 settembre, il primo ostacolo: la dieta non può essere al momento fornita, così i genitori decidono di tenerla a casa per una settimana e, per quella successiva, vanno a prenderla all'asilo all'ora di pranzo. Finalmente la terza settimana il problema sembra risolto e i pasti iniziano ad essere forniti. Ma passano alcune settimane e la maestra chiama la madre: "C'è qualcosa che non va - dice - hanno eliminato alcuni elementi interpretando che sua figlia sia allergica". Ad esempio, l'espressione "legumi tritati" è stata interpretata nel senso che la piccola non può mangiare legumi. Ma da Milano Ristorazione nessuno ha pensato di contattare i genitori per chiarire questo aspetto.

Di conseguenza la bambina mangiava pasta e riso in bianco o al massimo conditi con pomodoro. Tutti i giorni. La madre si arma di pazienza e rimanda la dieta, stavolta specificando - per ogni alimento - almeno due modi diversi di preparazione, scrivendo a parte in modo esplicito che la figlia non soffre di allergie alimentari. Tutto risolto? Per niente: la bambina, a scuola, continua a mangiare pasta e riso in bianco o con pomodoro. 

MR ha dubbi ma non telefona

E' ancora la maestra ad accorgersene. Nessuna telefonata o email da Milano Ristorazione. Ancora una volta è la madre a dover contattare l'azienda per avere spiegazioni. E stavolta la spiegazione pare disarmante: poiché per i cibi sono indicati due diversi modi di preparazione, i cuochi non sono in grado di capire come cucinarli. Quello che doveva essere un sistema per facilitare il lavoro, consentendo una scelta che - per varietà di preparazioni - avrebbe anche fatto bene alla bimba, diventa un ostacolo. 

La madre non perde la pazienza e reinvia nuovamente la dieta, indicando un solo modo di preparazione per ogni cibo. Come del resto era nella dieta originaria, che l'anno prima era stata correttamente interpretata. Milano Ristorazione riceve la dieta e - stavolta immediatamente - si attiva per attenersi ad essa. La piccola può finalmente pranzare con i cibi adeguati a lei, senza fraintendimenti di alcun genere. 

Tutto finito? Pare di no. Un'ispezione di Milano Ristorazione a scuola provoca un altro intoppo. Questa volta si tratta dell'insegnante di sostegno, che viene vista dall'ispettrice mentre sta aprendo il pranzo - che arriva a scuola chiuso - per darlo alla bambina. Piccolo problema, l'insegnante non sarebbe autorizzata a farlo. L'ispettrice quindi la stoppa e avverte che occorre una email da parte dei genitori per autorizzare la maestra a toccare i cibi, aprirli e somministrarli.

"Dobbiamo attivarci sempre noi genitori"

"L'anno scorso era filato tutto liscio", spiega la madre a MilanoToday: "In teoria la preparazione del pranzo a tavola viene effettuata dal personale non docente preposto a questo, ma si tratta dell'insegnante di sostegno di mia figlia, che si occupa già di lei per tutto il tempo. Nessuno aveva sollevato un problema finora". La madre manderà l'email per superare anche questo ostacolo. 

"Quello che più mi spiace - conclude la donna - non è tanto che abbiano sbagliato la dieta, anche se avrebbero semplicemente dovuto replicare quella dell'anno scorso, ma che accorgendosi di un problema o avendo difficoltà ad interpretare l'elenco dei cibi, da Milano Ristorazione non chiamino per risolvere bensì aspettino che sia l'utente a cercarli per capire il motivo per cui le cose non vanno come dovrebbero". 

L'utenza è in pratica lasciata da sola. I genitori, da casa, non possono avere tutto sotto controllo "in diretta". In questo caso, con una figlia disabile, gli errori interpretativi sono stati risolti (due volte in pochi mesi) soltanto grazie all'attenzione delle maestre, che tuttavia non può da sola essere "la soluzione" a problemi che, di per sé, statisticamente possono capitare. 

Il caso dei tramezzini durante l'assemblea sindacale

Non c'è pace, in questi giorni, per Milano Ristorazione, l'azienda partecipata del Comune di Milano che si occupa dei pasti nelle mense scolastiche. Nella giornata di lunedì 12 novembre, a causa di un'assemblea sindacale, ai bambini senza diete speciali sono stati serviti tramezzini e un budino.

In breve le fotografie dei tramezzini hanno fatto il giro del web e dei giornali, con molti genitori scandalizzati per il servizio nonostante la giornata di agitazione. L'azienda è stata costretta a chiedere scusa - giustificandosi con il "poco tempo a disposizione - promettendo che nelle prossime occasioni cercherà di organizzarsi meglio.

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