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Lunedì, 30 Gennaio 2023
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"A tre anni dalla distruzione del Bassini, lottiamo per una Milano davvero verde"

Lo scrive il movimento 'BagnaMI' ricordando gli alberi abbattuti al parco Bassini e nella ex caserma Montello

A tre anni dalla distruzione del parco Bassini, con l'abbattimento di 57 alberi, il movimento per chiedere una svolta davvero 'verde' per Milano non si ferma. A ricordarlo il movimento BagnaMi che promette di continuare la lotta contro le politiche pro consumo di suolo della giunta Sala bis.

Da piccolo 'bosco' in città a deserto: 83 alberi abbattuti a Milano

"Oggi, tre anni fa, il corteo per salvare Parco Bassini gettò le basi di un movimento civico milanese che da allora reclama una vera svolta verde nelle politiche cittadine - si legge in una nota di BagnaMi -. Il 9 gennaio 2020, esattamente tre anni fa, un corteo di quasi 500 cittadini marciò compatto da Città Studi fin sotto Palazzo Marino, raccogliendo partecipanti per strada dopo essersi radunato davanti al Parco Bassini. Qui, 35 alberi d'alto fusto pochi giorni prima erano stati abbattuti mentre le forze dell'ordine allontanavano il presidio di residenti che da giorni sorvegliava il parco per impedirne la distruzione, prevista dal progetto di costruzione del nuovo dipartimento di Chimica del Politecnico di Milano". All'epoca a nulla era valsa l'ira dei residenti, degli studenti e dei professori del Politecnico, che avevano chiesto in ogni modo di fermare il taglio delle piante.

Niente risposte da Forestami sugli alberi morti nel 2022

Nessuna delle richieste dei cittadini, ovvero che il Parco Bassini rimanesse un'area verde e che venisse vietata l'edificazione in tutte le aree verdi della città, era stata ascoltata. Elena Grandi, portavoce dei Verdi e all'epoca assessora al Verde del Municipio 1, in quell'occasione marciò nella testa del corteo e sfidò il sindaco, con il quale non era ancora politicamente alleata, usando parole durissime contro l'ambientalismo dei proclami, inclusi quelli di 'Forestami': "Alcune istituzioni e quasi tutti i partiti politici, e sì, anche quelli del centrosinistra, sono piegati al potere economico e non viceversa, come dovrebbe essere e non è - aveva detto Grandi -. Milano oggi è molto fumo e poco arrosto, purtroppo, e il concetto di bene comune assume sfumature opinabili - voglio essere prudente - perché dominano gli affari, gli interessi economici, i business dei costruttori. La lotta in difesa dell’ambiente non è solo una borraccia consegnata nelle mani di bimbi innocenti a beneficio delle telecamere, non è una lunga teoria di proclami roboanti, non sono tre milioni di alberi da piantare entro dieci anni (...). A Milano si continua a costruire, a consumare suolo, ad abbattere alberi, a sopravvivere in un luogo tra i più inquinati al mondo, a lasciare le periferie nel degrado, a trascurare il tema delle case popolari, degli affitti per i giovani, degli edifici pubblici e privati vuoti e abbandonati'".

Il Comune di Milano ha venduto un palazzo storico sede di una casa di quartiere

"Queste parole della Grandi, che interpretavano il sentimento dei cittadini, sembrarono poter segnare l'inizio di una vera svolta green a Milano - continua BagnaMi -. A tre anni di distanza, però, sembra che nulla sia cambiato, salvo che Elena Grandi da oltre un anno è assessora al Verde dell’intero Comune di Milano. E la storia del Parco Bassini purtroppo si è ripetuta: il 22 dicembre scorso 83 alberi d’alto fusto sono stati abbattuti nell’area della ex Caserma Montello, all’insaputa dei cittadini e di molti consiglieri, ma col benestare del settore del Verde del Comune, per far posto ad un ennesimo progetto di 'riqualificazione' che sacrifica raro e prezioso verde cittadino".

"La lotta per salvare il Parco Bassini continuò anche dopo l’abbattimento dei 35 alberi (ne restavano da salvare 22 destinati ad essere 'trasferiti' in altre aree verdi) anche col tentativo del comitato Salviamo il Parco Bassini di salvare due cedri centenari tramite un esposto alla Procura di Milano che fermò temporaneamente il loro taglio - continua la nota del movimento -. La battaglia per Parco Bassini con la costituzione del comitato fu il punto di avvio di un movimento civico di guardiani del verde milanese che ha trovato la sua espressione anche in questa nostra pagina 'Forestami e poi Dimenticami?' di denuncia dell’ambientalismo dei proclami e pochi fatti e nel movimento 'BagnaMI' che questa estate ha visto tanti cittadini impegnati a tentare di salvare gli alberelli di Forestami in difficoltà. In memoria del Parco Bassini, e anche degli 83 alberi della Caserma Montello, noi cittadini guardiani del verde milanese continueremo a chiedere che a Milano inizi una svolta verde vera". 

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