rotate-mobile
Martedì, 7 Dicembre 2021
Attualità

Le minacce a Sala su Telegram: "Prendere a calci in c... questo bastardo quando avvistato in città"

Due indagati, la polizia perquisisce i loro appartamenti. Innalzata la vigilanza attiva sul sindaco. La solidarietà del consiglio comunale

Gli agenti della digos di Vercelli e di Cagliari, coordinati dalla direzione centrale polizia di prevenzione, hanno perquisito le abitazioni di due cinquantenni in relazione alle gravi minacce ricevute dal sindaco di Milano Beppe Sala, in seguito a cui giovedì la prefettura ha deciso di innalzare la vigilanza sul primo cittadino. Le indagini sono state coordinate dal capo dell'antiterrorismo della procura Alberto Nobili. I due, entrambi incensurati, sono indagati per minacce gravi e hanno ammesso le loro responsabilità. Gli agenti hanno loro sequestrato cellulari e personal computer.

Si tratta di due utenti del canale Telegram "Basta dittatura - proteste", chiuso a settembre dall'autorità giudiziaria di Torino, che negli ultimi giorni hanno pubblicato frasi ingiuriose e minacciose all'indirizzo di Sala. Il primo è un uomo di 51 anni residente a Teulada (provincia del Sud Sardegna), un sottufficiale della Marina Militare ora non in servizio perché privo del green pass, che ha postato il seguente messaggio: "Quindi è giusto anche prendere a calci in culo questo bastardo di merda quando avvistato nella città". Il secondo, un 50enne residente a Crescentino, in provincia di Vercelli, ha invece postato le seguenti parole: "Io è da tempo che dico basta giro tondi per le città ma di andare sotto le case, villette di questi e farli tremare il terreno dove camminano".

La solidarietà a Sala dal consiglio comunale

Intanto, giovedì pomeriggio, il consiglio comunale di Milano ha applaudito Sala ad inizio seduta. Un gesto di solidarietà al primo cittadino dopo le gravissime minacce che gli sono arrivate attraverso i canali Telegram dei no green pass (e dei no vax) italiani. "Da alcune ore su Telegram si è scatenato il mondo dei no green pass. Ci sono i miei numeri di telefono, c'è la mia mail, si parla di decapitazione", aveva detto il sindaco.

"E' vergognoso che venga attaccato il sindaco di Milano", ha affermato Luca Bernardo, consigliere comunale di centrodestra e già candidato sindaco, prendendo la parola sulla questione: "Non si può che essere solidali. Non si può mai accettare la violenza verbale né tantomeno quella fisica". E ancora: "Siamo tutti uniti intorno al nostro sindaco su questa cosa".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Le minacce a Sala su Telegram: "Prendere a calci in c... questo bastardo quando avvistato in città"

MilanoToday è in caricamento