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A Milano è in corso una guerra sui monopattini

Botta e risposta tra De Corato e Granelli, tra numeri sugli incidenti e "falsi miti"

Comune contro regione. Il "ring" allestito per l'occasione è stata la seduta della V commissione del consiglio regionale "Territorio e infrastrutture" durante la quale giovedì mattina si è discusso del servizio di monopattini in sharing sotto la Madonnina. A sfidarsi, dialetticamente e numeri alla mano, sono stati l'assessore comunale alla mobilità, Marco Granelli, e l'assessore regionale alla sicurezza - con un posto anche in consiglio comunale -, Riccardo De Corato, che è sempre stato abbastanza critico sulla svolta green voluta da palazzo Marino negli ultimi mesi. 

L'esponente della giunta lombarda ha sottolineato la necessità di un "cambio della 'legge 8 del 28 febbraio 2020', quella che ha introdotto la modifica del codice della strada introducendo le norme per la micromobilità elettrica". A preoccupare l'assessore del Pirellone sono soprattutto i numeri sugli schianti. "Analizzando i dati forniti da Areu - ha evidenziato De Corato - sulle uscite dei mezzi di soccorso per incidenti relativi ad investimenti di ciclisti, caduta da bici e micromobilità elettrica, nel periodo giugno 2020 febbraio del 2021, ci rendiamo conto di quanto siano importanti e preoccupanti i numeri. Nel comune di Milano - ha aggiunto - il numero complessivo di interventi ha raggiunto nel mese di settembre 2020 il suo picco con ben 253 richieste complessive. Altro dato importante è l'incidenza percentuale degli interventi a seguito di incidenti occorsi ad utilizzatori di mezzi di mobilità elettrica che si conferma essere il 20% sul totale degli interventi. In pratica un intervento su cinque riguarda incidenti che vedono coinvolti i monopattini elettrici. A questi si aggiungono i 672 per caduta da bici e i 472 l'investimento di un ciclista". 

De Corato ha quindi ribadito l'importanza di nuove misure che garantiscano la sicurezza stradale per questi mezzi: "Casco, assicurazione, targa e un patentino che accerti la conoscenza del codice della strada. Queste azioni - ha concluso - trovano il conforto di due progetti di legge depositati al Parlamento da due forze politiche dell'attuale maggioranza che ricalcano quanto da me auspicato. Cessata la pandemia porterò all'attenzione del consiglio la mia proposta di legge parlamentare". 

Più cauto, e meno "tragico", Granelli, che ha messo tutti in guardia da quelli che ha definito "falsi miti". "A noi interessa la sicurezza stradale per tutti. A Milano, su viale Monza si contava un incidente ogni tre giorni, più di 150 all'anno e per due terzi avevano per vittime pedoni e ciclisti. Questa è la vera emergenza. Per questo servono regole, strade e percorsi sicuri e attenzione da parte di tutti. I monopattini elettrici sono uno strumento utile alla mobilità urbana perché, come le biciclette, evitano la congestione del traffico. Per quanto riguarda gli incidenti l'approccio utile deve essere oggettivo - l'invito dell'assessore meneghino -. Nel corso del 2020 a Milano ci sono stati 6.041 incidenti d'auto, dei quali 4.451 con feriti; in moto gli incidenti sono stati 1.956, dei quali 1.709 con feriti; gli incidenti in bicicletta scendono a 961, dei quali 884 con feriti; per i monopattini arriviamo a 273, dei quali 249 con feriti”.

“Già nel corso del 2019 - ha proseguito Granelli - i monopattini sono stati equiparati dal legislatore alle biciclette, quindi rispondono alle regole certe del Codice della Strada. Il fattore velocità è per noi sempre più dirimente, in auto, in bici e anche in monopattino. Per questo, come Anci, abbiamo chiesto ulteriore rigore e di abbassare la velocità da 25 a 20 km/h per questa tipologia di veicoli. Infine, per quanto riguarda la sperimentazione dello sharing in corso a Milano, abbiamo deciso di essere ancora più severi con limitazioni più stringenti sulla sosta, sul meccanismo che limita la velocità a 25 km/h, sul divieto di utilizzo in alcune strade, per esempio con i binari del tram, sull'obbligatorietà del casco fra i 14 e i 18 anni e anche sulla informazione agli utenti delle regole di ingaggio. E per questo - ha concluso - abbiamo bloccato la sperimentazione di alcuni operatori che non erano in regola".

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