Muore Franco Schoenheit, sopravvissuto al campo di concentramento di Buchenwald

L'uomo aveva 92 anni. A dare il triste annuncio il figlio, Gadi e l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

Franco Schoenheit (foto Fb/Roberto Cenati)

È morto a 92 anni Franco Schönheit, sopravvissuto agli orrori di Buchenwald. "Oggi pomeriggio, il mio papà, il ragazzo di Buchenwald, ci ha lasciato. Lo immaginiamo camminare sereno con Alisa e Wolfgang Amadeus. A noi resta la sua intelligenza, la sua grande ironia, il suo cuore immenso. Buon viaggio papà. Baruch Dayan Emeth. Che il tuo ricordo sia di benedizione". Così gli ha dato addio su Facebook il figlio Gadi, assessore alla Cultura della comunità ebraica milanese.

A ricordare Schönheit anche il presidente dell'Anpi Roberto Cenati: "Franco Schoenheit, instancabile testimone della Shoah ci ha lasciato", oltre all'Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti), la Comunità Ebraica di Ferrara e la Fondazione Centro Di Documentazione Ebraica.

Chi era Franco Schönheit

"Nato a Ferrara nel 1927- ricorda Cenati - Franco viene catturato nella sua città il 25 febbraio 1944 dalla polizia italiana, assieme ai genitori. Fu portato nel campo di Fossoli, in provincia di Modena il 26 febbraio, quattro giorni dopo la partenza di Primo Levi con altri 650 ebrei per il campo di sterminio di Auschwitz. Franco Schönheit, deportato il 2 agosto 1944 da Verona, arriva con il padre a Buchenwald il 5 agosto. Viene liberato l’11 aprile del 1945".

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Schönheit aveva più volte condiviso la propria testimonianza sugli orrori perpetrati nei campi di sterminio nazisti, dove vennero uccisi nove suoi parenti, tra cui una cuginetta di cinque anni. Lo scorso 29 luglio alla Casa della Memoria di Milano il sopravvissuto al campo di concentramento di Buchenwald aveva ricordato come a farlo sopravvivere in quei tragici anni fu la rabbia per essere stato arrestato e deportato per la sola colpa di essere nato. Per l'Italia - ha scritto la comunità ebraica ferrarese - la morte di Franco rappresenta la dipartita di uno dei testimoni più lucidi e consapevoli della barbarie del nazifascismo.
 

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