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Attualità Gallaratese / Via Adolfo Consolini

A Milano il mega murale di Obey (l'unico in Italia)

L'opera firmata da Shepard Fairey si trova al Gallaratese

Shepard Fairey, in arte Obey, uno degli street artist più influenti a livello internazionale, ha dipinto il suo primo murale in Italia a Milano, nel quartiere Gallaratese, in via Adolfo Consolini 26. Il murale si intitola “Tear Flame Peace” ed è un inno alla pace universale. L'opera è stata realizzata nel progetto di Arte Urbana "Manifestival", promosso all’interno del quartiere Gallaratese dalla Fondazione Arrigo e Pia Pini, con il supporto di Orticanoodles e Wit Design e restituisce una traccia permanente alla città.

Sul muro di un edificio residenziale comunale che misura 34x12 mq, Obey ha tracciato la scritta “Peace”, in inglese, sul muro per mandare un messaggio di pace universale. In primo piano l’occhio profondo e penetrante di una donna con l’hijāb, il tradizionale velo islamico, che piange un’enorme lacrima che contiene fiamme e una colomba bianca, simbolo universale di pace e riconciliazione. Nella lacrima gigante c’è tutto il peso dei conflitti in corso nel mondo: i colori sono quelli della bandiera russa e di quella ucraina e si mescolano a un pattern che richiama il mondo arabo. Un grido di dolore, composto e geometrico, che scende fino a trasformarsi in linee rigide che incitano all’azione e che non a caso confluiscono nella stella da cui emerge il logo iconico di "Obey the giant".

“La colomba è un'immagine duratura di pace che ho utilizzato in diverse opere d'arte nel corso della mia carriera. Qui è inclusa nella goccia di lacrima che cade dall'occhio di una donna affascinante. La goccia è trattenuta da una forma geometrica con un motivo floreale decorativo sottostante. Rappresentando i tempi turbolenti, il messaggio di pace è colmo sia di tristezza che di speranza, e la fiamma ha un duplice significato a seconda dell'osservatore e potrebbe rappresentare una scintilla di ispirazione e di ribellione speranzosa, nonché un ammonimento al surriscaldamento o alla distruzione della Terra”, ha spiegato l'artista. 
 

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