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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Attualità Greco / Via Antoine Watteau

Addio ai murales 'del Leoncavallo': "30 anni di arte spazzati via per l'ennesimo palazzo"

"I graffiti che dal 1994 colorano l'intero isolato tra via Watteau, via Lucini e via De Marchi, stanno venendo rasi al suolo per dare spazio all'ennesimo edificio residenziale nella zona", denunciano dal centro sociale

Una ruspa che impietosamente abbatte tutti i muri ricoperti di graffiti. È quanto sta avvenendo davanti al centro sociale Leoncavallo, che lo ha denunciato pubblicamente sui suoi social.

Le ruspe in azione davanti al Leoncavallo

I graffiti che dal 1994 contraddistinguono l'isolato  tra via Watteau, via Lucini e via De Marchi stanno cadendo sotto i colpi dell'escavatore in azione per i lavori di realizzazione di un edificio residenziale. Per chi frequenta lo spazio autogestito si tratta di un atto compiuto in nome del "miraggio di una Milano verticale e di conseguenza 'superiore' alle necessità delle sue comunità". 

Ruspe abbattono i muri davanti al Leoncavallo (foto da Fb/Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito)

Nella mattinata di giovedì il Leoncavallo ha subìto l'ennesimo tentativo di sfratto, che però non è andato a buon fine. "Supporta le occupazioni, il Leoncavallo e le sue associazioni!", scriveva il centro sociale nei giorni scorsi, in attesa che arrivassero ufficiale giudiziario e avvocati.

"Riqualificare? E ruspa sia! - scrive il Leoncavallo su Facebook -. Anni e anni (dal 1994) di colori e una sola mattina per tirarli giù. Questa è la verità che si cela dietro parole come riqualificazione e gentrificazione. Il Leoncavallo si trova esattamente tra Nolo, la Maggiolina e Bicocca: da una parte rimbombano continui slogan di cultura, riqualificazione, decoro, e tanti 'evviva la gentrificazione!'; dall'altra costruiscono palazzi di extralusso, futuri appartamenti prevalentemente vuoti su cui si fa profitto".

"Per costruire, si abbatte - continuano dal centro sociale -. Questo è il risultato della cecità di una città che inneggia al continuo sviluppo economico ed estetico, ad uno sfrenato consumo, con cui maschera i reali bisogni del territorio. Milano nel suo sviluppo da città 'cosmopolita' distrugge e dimentica la sua storia, la resetta per iniziare altre narrazioni costruite sul marketing: le vittime non sono solo i muri ma anche chi crede entusiasta alle sue promesse, ai consumatori d'immagini". "Ecco ciò che viene abbattuto - chiosa il centro sociale postando le immagini dei graffiti - immaginatevi ciò che si costruirà".

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