Murales per gli eroi anti covid distrutto dai vandali: "Noi non lo rifaremo, ecco perché"

Il murales, a Quarto Oggiaro, è stato praticamente cancellato dai vandali. La decisione

Il murales vandalizzato

Nessun colpo di spugna. Nessuna nuova "ondata" di vernice per ridare vita all'opera. Non sarà sistemato il murales dedicato ai medici dell'ospedale Sacco di Milano che la scorsa notte è stato deturpato da alcuni vandali che hanno reso praticamente irriconoscibile il disegno. 

L'opera, realizzata da Cosimo Cheone in collaborazione con l'amministrazione e lo "Spazio baluardo", era stata inaugurata a fine luglio tra via Eritrea e via Palizzi e raffigurava una dottoressa, un'infermiera, un bimbo e un uomo, tutti con la mascherina sul volto e gli occhi spaventati, sofferenti, ma vogliosi di combattere ancora contro il covid, che in questi giorni è tornato a colpire duro. Un vero e proprio omaggio, era stato spiegato all'epoca, a tutti gli operatori sanitari ma anche a tutti i cittadini. Un omaggio che invece adesso è praticamente invisibile perché qualcuno ha deciso di gettare della vernice grigia sui disegni, oscurando tutti i volti.

"Abbiamo deciso che il murales non verrà sistemato perché vorremmo invitare tutti a una riflessione, rispetto al periodo di tensioni sociali in corso. Noi condanniamo il gesto rabbioso e insignificante di chi non ha compreso il significato del murales, dietro quelle mascherine ci sono i volti che rappresentano chi sta combattendo  questa emergenza, insieme ai volontari di Quarto Oggiaro - hanno fatto sapere da Spazio baluardo -. Abbiamo inaugurato a luglio il murales e l'abbiamo dedicato agli operatori sanitari e medici del Ospedale Luigi Sacco che sono ancora in prima linea nel combattere il virus, gesti come quello di ieri sera gettano solo benzina sul fuoco e aumentano la tensione".

La speranza è che da un gesto vandalico nasca altro. "Crediamo che questo periodo non sia adatto a strumentalizzazioni e sterili polemiche, il virus è una realtà che stiamo combattendo tutti, capiamo la rabbia sociale ma noi staremo sempre dalla parte di chi trasforma la propria rabbia in grinta e - hanno concluso - usa questa forza per essere d'aiuto al prossimo".
 

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