Milano, in corso XXII Marzo un enorme murale con Sant'Ambrogio 'supereroe delle api'

A raffigurare sant'Ambrogio nelle vesti di un eroico apicoltore sulla facciata di un palazzo è l'artista Igor Scalisi Palminteri

Un colorato intreccio di arte, tradizione meneghina e religione. È il maxi murale dedicato a Sant’Ambrogio che il pittore palermitano Igor Scalisi Palminteri sta completando sulla facciata di un palazzo di corso XXII marzo e che venerdì 4 dicembre sarà visibile a tutti i milanesi. Il patrono di Milano appare come un apicoltore-supereroe.

murales Sant'Ambrogio-2

L'opera vuole essere al contempo un omaggio alla città, al lavoro, alla natura, soprattutto in un momento in cui Milano è ancora messa a dura prova dall'epidemia di coronavirus. Il progetto - ideato e curato da Stefania Morici - nasce con il sostegno del comune di Milano e dell’ufficio arte negli spazi pubblici - direzione cultura e sotto il patrocinato del pontificio consiglio della cultura del Vaticano.

“Sant’Ambrogio diventa uno di noi – dice Stefania Morici di Arteventi -. Un supereroe del nostro tempo come il medico, l’infermiere, persino il vicino che ti aiuta con la spesa. Il Covid ha unito tutti, ci ha resi amici, fratelli, solidali; tutti parte di un unico movimento collettivo di aiuto alla comunità. Per questo abbiamo pensato Sant’Ambrogio con il volto di un apicoltore lombardo, non solo perché è uno di noi, ma anche per tutto quello che le api rappresentano per il nostro pianeta. La loro estinzione, conseguenza delle azioni umane,  metterebbe a rischio tutto l’ecosistema: salvando le api, salveremo il pianeta! Il murales di Igor è un monito, un invito a prenderci cura di noi e di ciò che ci circonda”.

“Questo muro esula da ciò che faccio di solito: io, uomo di periferia, oggi lavoro nel centro della metropoli, sulla parete di un palazzo elegante – interviene Igor Scalisi Palminteri –. Ma mi chiedo cosa sia, oggi, una periferia: può anche essere un luogo centrale in cui si vive ai margini dell’amore, dell’attenzione dovuta agli altri. Qui si ha bisogno di questa edicola votiva, gonfia di una religiosità naturale che ti fa alzare gli occhi quando sei in difficoltà. Sant’Ambrogio e le api diventano così solo un pretesto per raccontare uno spazio sacro. Nell’alveare ogni ape sa quale sia il suo posto; alla base della vita di ognuno di noi c’è un compito da svolgere: quello dell’accoglienza e dell’amore nei confronti degli altri”.

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