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Un anno di Muro della gentilezza: 10 tonnellate di vestiti e anche 4 mila mascherine per chi ha bisogno

L'iniziativa partita un anno fa

Compie un anno il muro della gentilezza allestito in via Luigi Nono (zona Monumentale) all'esterno del Tempio del Futuro Perduto. E in dodici mesi sono stati raccolti oggetti e vestiti da parte dei cittadini, da donare a chi ne ha bisogno. Il bilancio è di oltre dieci tonnellate di indumenti usati, 400 coperte invernali, 13 mila libri e centinaia di giocattoli per bambini di tutte le età.

L'iniziativa: abiti appesi da lasciare e prendere

E non solo: nell'elenco troviamo 26 passeggini, 200 confezioni di pannolini, decine di letti e materassi, biciclette, strumenti musicali, stampelle e carrozzine per anziani, estrattori di latte materno, posate e stoviglie, costumi di carnevale, lettori dvd e persino profumi ancora confezionati. Non sono mancate, nel corso del 2020, anno della pandemia Covid, oltre quattromila mascherine chirurgiche nuove.

Gli oggetti e i beni regalati vengono restituiti alla collettività e resi disponibili soprattutto per le fasce di cittadinanza più bisognose o per associazioni che si occupano di supporto ai meno abbienti o che collaborano con missioni umanitarie internazionali.

Il muro della gentilezza, attivo 24 ore su 24, consente a chiunque di lasciare e ritirare indumenti o oggetti direttamente dai ganci disposti lungo la parete. E’ possibile anche consegnare direttamente al civico 7 di via Luigi Nono dal lunedì al venerdì, tra le 10.30 e le 19.30, con il supporto dei volontari di Nuovo Rinascimento. Diverse le realtà attive sul territorio milanese che hanno dato una mano a catalogare e ridistribuire le donazioni durante l’anno, tra le quali Opera San Francesco, il Comitato case popolari Molise/Calvairate, Humana, Humanitas e Cascina Biblioteca.

«Nel corso del 2020 la risposta solidale dei milanesi è andata ad intensificarsi nonostante la pandemia - spiega Mariangela Vitale, segretaria di Nuovo Rinascimento, il collettivo di giovani che organizza e gestisce le attività culturali e solidali all’interno della struttura - dando vita ad una raccolta che abbiamo avuto non poche difficoltà a gestire. Inizialmente erano principalmente senza fissa dimora, famiglie in stato di necessità e anziani a usufruire dei doni dei milanesi, poi, complice l’arrivo dell’emergenza Covid-19, sempre più famiglie da tutta Milano e hinterland hanno iniziato a fare la fila per chiedere aiuto e sempre più donazioni sono arrivate spontaneamente: non abbiamo mai dovuto lanciare un appello o un invito a dare una mano, manifestazione del fatto che questa città ha un cuore immenso».

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