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La cucina mobile di Progetto Arca (foto Daniele Lazzaretto/Mianews)

La cucina mobile di Progetto Arca (foto Daniele Lazzaretto/Mianews)

Milano: la "cena di Natale" ai senzatetto con la cucina mobile nell'anno del Covid

Progetto Arca rinuncia alla cena tradizionale a tavola per i clochard ma non a regalare comunque un momento speciale

Progetto Arca porta la cena di Natale in strada alle persone senza fissa dimora. A causa dell’emergenza sanitaria, infatti, non è possibile organizzare una serata di fesa, come la fondazione fa tradizionalmente. Così, tutte le sere della settimana natalizia, le unità di strada, accompagnate dalla cucina mobile, offrono un menù caldo e speciale a chi non ha la possibilità di vivere questo momento in serenità.

L'iniziativa parte il 22 dicembre e termina il 25, ogni sera in una zona diversa. La cucina mobile è in grado di distribuire 120 pasti caldi ogni sera a Milano a chi vive in strada. Insieme al pasto caldo, cucinato nel rispetto delle diverse culture, viene consegnato anche un sacchetto contenente cibi confezionati per gli altri due pasti (colazione e pranzo) del giorno dopo. Donato anche un pacco regalo molto assortito: indumenti caldi (cappelli, sciarpe, calze, biancheria) e coperte termiche, kit igienico sanitari e mascherine, libri e dolci (cioccolatini e panettoncini).

Sempre nel rispetto dei protocolli anti Covid, anche nelle strutture di accoglienza decorate a Natale non mancano i momenti di festa dedicati agli ospiti, grandi e piccoli. E anche con le famiglie in difficoltà economica - che rientrano nel progetto di housing sociale della Fondazione e che ricevono ogni mese un pacco alimentare - si festeggia il Natale: duemila sono i panettoni che nei prossimi giorni saranno distribuiti nelle case dai volontari.

"Uno speciale pasto caldo, un regalo utile e bello, un ambiente accogliente per trascorrere momenti di festa anche in un periodo di vita complessa: grazie di cuore a tutti gli operatori, i volontari e i donatori per renderlo possibile e per credere sempre nel dialogo e nel 'primo aiuto' come base della relazione di fiducia che cerchiamo di costruire ogni giorno con chi ha meno", commenta Alberto Sinigallia, presidente di Progetto Arca. Le unità di strada, oltre a fornire pasti caldi con la cucina mobile, sono affiancate una volta a settimana anche da un team sanitario della Fondazione che monitora chi vive in strada, quindi più vulnerabile ed esposto al contagio. Gli infermieri in strada sono attrezzati per eseguire tamponi rapidi, misurare la saturazione di ossigeno nel sangue e la temperatura corporea, adottando dove necessario le opportune procedure di ricovero in ospedale o, per chi è asintomatico o ha pochi sintomi, di isolamento nelle strutture preposte del Comune di Milano.

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